I sistemi di pagamento elettronici in Italia

Ricerca effettuata tra luglio 2018 e gennaio 2019

Una valutazione di sintesi del lavoro globale della ricerca

L’istituto Cattaneo, fondazione di ricerca operante da decenni a livello nazionale, ha condotto una indagine sui pagamenti elettronici in Italia e sulle loro prospettive.

Sono stati intervistati 1000 cittadini italiani tra i 20 ed i 70 anni, con un questionario condotto via web in luglio-agosto 2018; sono state poi effettuate interviste in profondità con stakeholder direttamente coinvolti sulle tematiche economiche e finanziarie.

Il complesso del lavoro di ricerca fa emergere una generalizzata propensione all’uso più esteso dei sistemi di pagamento elettronici da parte di tutti gli italiani.

Dal lato dei cittadini, le emergenze prevalenti evidenziano come, tra tutti coloro che possono disporre degli strumenti di pagamento elettronici (carte di debito o credito, assimilati), si può arrivare ad una diffusione degli stessi ancora più profonda, se si risolvono i residui aspetti legati alla sicurezza che arriveranno a conferire maggiore serenità anche nei confronti dei più “dubbiosi”. Per un’ulteriore incentivazione, soluzioni anche limitate di vantaggio fiscale e la diffusione della strumentazione di accettazione presso tutte le strutture commerciali e di servizio (con possibilità di pagare in tal modo anche cifre minime) potranno completare il quadro favorevole ai pagamenti elettronici.

In sintesi, ecco alcuni dati salienti emersi dalla nostra rilevazione:

  • La conoscenza degli strumenti di pagamento elettronici è superiore al 90% (l’Internet banking è all’88%)
  • Non è un fattore discriminante la zona geografica, leggermente più caratterizzato l’uso maschile degli strumenti elettronici
  • Buon livello di conoscenza anche dei bitcoin (>60%)
  • Oltre l’80% dei partecipanti ritiene fondamentale o molto importante poter scegliere liberamente lo strumento di pagamento da utilizzare (è irrilevante solo per il 3%)
  • La metà dei partecipanti ritiene che gli strumenti di pagamento elettronici incentivino sia la lotta all’evasione che all’economia sommersa (solo il 7% ritiene che non siano un valido strumento)
  • Diffusione dei sistemi di pagamento elettronici spesso ostacolata da problemi culturali (oltre il 50% degli intervistati risponde in tal senso)
  • Tra coloro che posseggono carte di debito o credito la simulazione porta a ritenere che il 43% delle spese siano effettuate con carte di credito, con incremento oltre i 40 anni
  • La previsione è di aumentare l’utilizzo di strumenti elettronici di pagamento nei prossimi anni, anche cardless
  • L’utilizzo è ormai diffuso per transazioni effettuate in ogni categoria di servizi e negozi
  • Questo vale anche per acquisti on line: da notare che solo il 3% ha dichiarato di non avere mai acquistato on line nell’ultimo anno

Di conseguenza, gli argomenti che emergono per la valutazione sullo stato dei pagamenti elettronici per gli italiani sono i seguenti:

  • Esiste una propensione complessiva all’utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici da parte di tutti gli italiani
  • È necessaria un’informazione culturale globale sui pagamenti elettronici per dissipare alcuni dubbi sull’utilizzo, in particolare sulla sicurezza (esiste serenità nell’utilizzo se i sistemi di sicurezza sono potenziati)
  • L’utilizzo dev’essere possibile in ogni tipologia di struttura commerciale e di servizio
  • Le carte prepagate e di pagamento immediato funzionano soprattutto online
  • Ogni tipo di spesa dev’essere possibile, anche le spese minime
  • Si può studiare un vantaggio fiscale per utenti che usano pagamenti elettronici

Tra gli stakeholder (politici ed esperti economici) intervistati (10 su 24 contattati all’interno delle principali istituzioni politiche ed economiche italiane), si evidenziano pareri sostanzialmente concordi sulla correlazione positiva tra ampliamento dell’uso del pagamento elettronico e riduzione dell’economia sommersa.

Inoltre, con la diffusione dei sistemi di pagamento elettronico, anche le fasi di accertamento a fini di controllo fiscale si potrebbero concentrare sui merchant per i quali l’incidenza dei pagamenti elettronici è inferiore ad un livello considerato minimo accettabile. Altresì le agevolazioni fiscali per gli operatori commerciali e di servizi che favoriscono l’impiego dei pagamenti elettronici avranno un effetto espansivo sull’economia.

Un altro aspetto positivo è quello legato alla possibile riduzione dell’uso e del relativo plafond di contante: la minor massa monetaria in circolazione creerà meno problemi sociali e potrebbe agire anche come deterrente verso la delinquenza a fini di rapina ed estorsione.

Va favorita la tecnologia facilitante l’uso dei sistemi di pagamento elettronici, con attenzione alle soluzioni mobile e ai pagamenti via smartphone, e la diffusione culturale sugli strumenti di pagamento stessi (incluse le criptovalute).

La Pubblica Amministrazione dovrà favorire il pagamento elettronico di tutti i suoi servizi, grazie all’ottimizzazione delle funzionalità del sistema PagoPA.

Ricapitoliamo gli aspetti salienti interviste effettuate con i politici e gli esperti del settore:

  • Riduzione dell’economia sommersa grazie a pagamenti elettronici
  • Controllo sui merchant con bassa percentuale di pagamenti elettronici sul giro d’affari totale
  • Agevolazioni fiscali per uso dei pagamenti elettronici (sia mercanti sia utenti)
  • Riduzione dell’uso e del plafond di contante circolante
  • Pos ovunque anche per piccole spese con pagamenti elettronici
  • App per smartphone per pagamenti elettronici
  • Vantaggi nei pagamenti con strumenti elettronici verso Pubblica Amministrazione (ottimizzare PagoPA)
  • Informazione globale ai cittadini sugli strumenti alternativi, incluse le criptovalute

Complessivamente, appare senz’altro evidente come la società italiana sia favorevole ad una ulteriore espansione dell’utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici, e come questo possa coadiuvare politiche economico-fiscale con riverberi positivi su tutto il sistema nazionale, per i vari motivi sopra elencati.

 

Istituto Cattaneo, La Direzione – marzo 2019.