Quanto vale la minaccia del voto anticipato?

Un «esercizio» sulla base dei risultati del 4 marzo
Crescita di seggi per il «governo del cambiamento»

La componente maggioritaria della legge elettorale premierebbe Lega e M5s
Il dualismo elettorale Nord-Sud diventerebbe predominio giallo-verde

La formazione del governo formato da M5s e Lega si è rivelata più complessa del previsto e, alla fine, il tentativo messo in pratica dal Presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, si è risolto in un fallimento. Alcuni ritardi o intoppi nel percorso, a cominciare dalle trattative con il Presidente della Repubblica sulla composizione della squadra dei ministri, hanno finito così per riportare al centro dell’attenzione l’ipotesi di un ritorno immediato alle urne. Ne ha fatto esplicito riferimento in questi ultimi giorni il leader della Lega Matteo Salvini e, successivamente, anche Luigi Di Maio: o la partita del governo «si chiude ora o non si chiude più». Gli eventi di ieri sera hanno reso ancora più probabile questo scenario.

Per questa ragione, è interessante tornare a riflettere sugli scenari che si potrebbero formare nel caso i partiti decidessero di tornare al voto in tempi relativamente brevi. In questa sede, l’Istituto Cattaneo si concentra su uno scenario che non è stato ancora considerato da altri analisti e commentatori, vale a dire la formazione di un’alleanza-cartello elettorale composto dagli unici due partiti che, fino ad oggi, hanno trovato un accordo per la creazione di un governo (M5s e Lega).

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