Addressing Sexual Violence against Refugee Women

ASVARW
Addressing Sexual Violence against Refugee Women

 

 

Perché un progetto per combattere la violenza contro le donne

 

La violenza sessuale contro le donne rifugiate e richiedenti asilo è un fenomeno drammatico in Europa e nei paesi del Mediterraneo. Organismi e istituzioni internazionali – tra cui ONU, UNHACR, Consiglio d’Europa e Parlamento Europeo – hanno richiamato l’attenzione sull’urgenza di promuovere politiche specifiche, poiché il rischio di violenze e di abusi sessuali rende le donne più vulnerabili.

 

Noi assumiamo la prospettiva che considera la violenza di genere contro le donne come un tipo specifico di violenza che comprende abusi fisici, psicologici e sessuali perpetrati su una persona per il fatto stesso di essere donna. È una violenza correlata alle culture sessiste e discriminatorie nei confronti delle donne e, in molti casi, riflette i rapporti diseguali di potere e i ruoli differenti che le società e le culture prevalenti attribuiscono alle donne e agli uomini in base al loro sesso alla nascita.

 

La violenza sessuale contro le donne rifugiate e richiedenti asilo ha forme differenti: dall’abuso sessuale alla prostituzione e sfruttamento sessuale, al traffico di esseri umani fino alla violenza nelle relazioni di intimità, ad esempio nelle coppie. È favorita da diversi fattori, quali gli scambi sessuali per ottenere passaggi, le condizioni di viaggio insicure, le condizioni incerte nei punti di ingresso nei paesi stranieri, le cattive condizioni di vita, le relazioni sessuali imposte o lo stupro nei centri di transito e di ricezione, lo status legale incerto nei paesi ospiti, il ruolo delle organizzazioni criminali che gestiscono gli ingressi clandestini, il traffico e la prostituzione.

 

La violenza di genere contro le donne rifugiate e richiedenti asilo spesso non è vista, non è affrontata e non è trattata. Da un lato, le vittime tendono a non denunciare o a non dichiarare la violenza, per l’incertezza delle loro condizioni, il timore di rivalse o altre ragioni. Dall’altro, i funzionari, gli operatori sociali e i membri delle organizzazioni umanitarie nei sistemi di accoglienza non sono preparati specificamente ad affrontare la violenza sessuale basata sul genere oppure mancano di strumenti per la prevenzione, il riconoscimento e la protezione. Come denunciato dall’UNHCR e dalla Commissione Europea, gli attuali sistemi di accoglienza rischiano di diventare incubatori violenza.

 

Gli obiettivi e le azioni del progetto

 

Attraverso un programma di formazione e le azioni pilota, il progetto ASVARW intende sensibilizzare alla violenza sessuale basata sul genere gli operatori che lavorano, con diversi ruoli e competenze, nei centri che accolgono donne rifugiate e richiedenti asilo consapevolezza. Intende inoltre fornire strumenti per contrastarla, in particolare a coloro che hanno i primi contatti e sono i più vicini alle donne.

 

Le competenze acquisite dagli operatori può avere una diretta influenza sulle donne stesse, quando e se esse desiderano essere aiutate nel superare le relazioni violente e le minacce sessuali. Il progetto mira all’empowerment delle vittime di violenza, secondo un approccio che fa affidamento sulle donne stesse per superare la violenza e le sue conseguenze sulla vita, l’autostima e la salute.

 

Attraverso iniziative sul territorio, il progetto vuole sensibilizzare professionisti, operatori, enti e associazioni attivi nel contrasto alla violenza o che si occupano di immigrati, rifugiati e richiedenti asilo, ma non sono direttamente coinvolti nell’accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo.

 

In specifico il progetto prevede quattro azioni.

 

  1. Moduli formativi per gli operatori che sono il primo contatto con le vittime di violenza.

Un’analisi dei bisogni formativi precede ogni modulo, per meglio rispondere alle esigenze di ogni gruppo dei partecipanti. Il programma formativo consiste di moduli su temi specifici per gruppi differenti, quali operatori dei centri, psicologi e consulenti legali nei centri di accoglienza e di assistenza, medici, membri delle forze dell’ordine.

 

  1. Azione pilota “Team multidisciplinari nei centri di ricezione assistenza” (in Italia e in Gran Bretagna).

L’azione mira a sperimentare un approccio multidisciplinare: sono costituiti dei team in grado di coordinare specializzazioni e competenze diverse e di cooperare nella identificazione, nel riconoscimento e nel trattamento della violenza.

 

  1. Azione pilota “antenne di comunità” (in Italia)

Le donne rifugiate e richiedenti asilo che sono riuscite a superare la violenza sono coinvolte nel contrasto alla violenza sessuale, su base volontaria e dopo un breve formazione.

 

  1. Azioni di sensibilizzazione a livello territoriale.

Si tratta di un’azione di rete rivolta a quegli operatori, enti o associazioni di servizio che non sono direttamente a contatto con le donne rifugiate e richiedenti asilo, ma sono attivi, a livello istituzionale e territoriale, nel contrasto alla violenza alle donne e nell’accoglienza degli immigrati.

 

 

The partnership

 

  • Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo, Bologna, Italy

 

  • MondoDonna, Bologna, Italy.

 

  • Centre for Gender and Violence Research, School of Policy Studies, Bristol, UK

 

  • Grup de recerca Antígona, Universidade Autonoma de Barcelona, Spain

 

  • Symbiosis, Thessaloniki, Greece