CAMPAGNA ELETTORALE ELEZIONI EUROPEE 26 MAGGIO 2019

L’attenzione dei media all’Europa non cresce all’avvicinarsi della scadenza elettorale, ma segue una dinamica prevalentemente legata agli eventi. Questo perché nessuna forza politica ha impostato la propria campagna sulle questioni europee e nessun media svolge a questo proposito un’azione di tematizzazione autonoma.

Sebbene esista una europeizzazione diffusa nella copertura informativa, questa fa per lo più da sfondo alla competizione domestica e in particolare alla contrapposizione tra i partiti.

Quando si parla di Europa, la dimensione più rilevante appare una copertura informativa, per lo più negativa, della dialettica fra attori politici nazionali e istituzioni europee.

Per una lunga fase le elezioni europee sono state considerate di “second’ordine”, utilizzando una fortunata etichetta coniata nel 1980. Da qualche anno, tuttavia, vari segnali indicano che la situazione sta cambiando, seppur lentamente.

Già la scorsa tornata elettorale del 2014 era stata contraddistinta da un’attenzione pubblica crescente per l’Unione europea (Ue) e i suoi Stati membri. In quell’occasione erano state la crisi economica e le politiche di austerity imposte dalle istituzioni comunitarie a rappresentare il principale oggetto di conflitto e critica mossi principalmente dagli emergenti partiti populisti. A cinque anni di distanza, quei partiti si sono affermati e rafforzati in tutti i paesi membri e le elezioni per il Parlamento europeo hanno acquisito maggior rilievo all’interno dei dibattiti pubblici nazionali. Questo è certamente vero nel caso italiano, pur con alcune peculiarità.

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