Analisi della popolazione studentesca dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) della Regione Emilia-Romagna

Di Andrea Gentili e Filippo Tassinari

Con lo scopo di far luce su dati e fatti sull’istruzione, l’analisi realizzata dai ricercatori del Cattaneo pone il lettore e i decisori politici di fronte a sfide creative per il futuro del paese e dell’Emilia-Romagna, regione pilota della ricerca.
I dati mostrano che il presente dell’istruzione è un bagaglio troppo pesante nel momento in cui s’intraprende il viaggio verso il futuro. In Italia, infatti, il 39% circa della popolazione adulta, pari a 13 milioni di persone, ha scarse competenze di base. Per gli adulti tra i 25 e i 65 anni è preoccupante il deficit di competenze alfanumeriche. Solo il 14% degli adulti poco qualificati affronta percorsi di educazione e formazione.
È questa la cornice di un quadro che presenta un’alta incidenza della popolazione con istruzione inferiore al secondo ciclo di studio dell’istruzione obbligatoria, un’insufficiente preparazione degli adulti, un elevato tasso di abbandono scolastico, una folla di persone in età lavorativa e trasversale a tutti i livelli educativi che non studia, non è occupata e non cerca un impiego.
Si aggiunga che le nuove generazioni delle famiglie con bassi livelli educativi non riescono a salire ai piani più alti dell’istruzione, alla debole mobilità sociale corrisponde una forte mobilità verso l’estero, al ricco flusso in uscita di giovani dotati anche di alta preparazione corrisponde in cospicuo flusso in entrata di migranti poco istruiti: un dato che desta più allarme in Emilia-Romagna che registra la maggiore incidenza di cittadini non italiani provenienti da paesi i cui deficit d’istruzione sono particolarmente gravi.
Come agire per non correre all’indietro anziché spingersi in direzione del futuro?
 

Misure / Materiali di ricerca dell’Istituto Cattaneo
Vol. 40, 05 marzo 2019.
Pubblicato da: Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo
ISBN: 978-88-941126-5-8
ISSN: 2611-5778