Il dibattito online sull’immigrazione in Italia

Un confronto degli stili comunicativi di Salvini e Renzi su Twitter
Salvini più “polarizzante”, Renzi più “rassicurante”

a cura di Luca Carbone

In un recente comunicato dell’Istituto Cattaneo emerge come l’Italia sia il paese nell’Unione Europea con il più alto gap tra percezione e realtà nella presenza di immigrati rispetto all’intera popolazione. Nello specifico, gli italiani ritengono che siano presenti molti più immigrati extra-comunitari (25% della popolazione) rispetto al dato fornito dalle statistiche ufficiali (7%).

In un clima di acceso dibattito politico proprio sul tema dell’immigrazione, una questione spinosa riguarda le possibili modalità tramite le quali si crea questa distanza – o distorsione – tra percezione e realtà. Considerando, infatti, la personalizzazione e la spettacolarizzazione come caratteristiche fondamentali della politica contemporanea, è importante tenere in considerazione e analizzare il modo in cui certe tematiche vengano trattate e “comunicate” dai leader politici all’opinione pubblica.

Per analizzare questo specifico aspetto legato alla comunicazione politica in tema di immigrazione, una delle piattaforme a cui va prestata particolare attenzione è sicuramente Twitter. Infatti, questo social network ha delle caratteristiche che lo rendono particolarmente utile per studiare la dimensione simbolica della comunicazione politica. La limitazione di 280 caratteri per tweet rende necessario scrivere post brevi e densi di simboli per rendere efficace il messaggio trasmesso, mentre la pubblicità dei profili e la gratuità del servizio rendono possibile a chiunque di restare aggiornati e interagire con altri utenti.

In questo comunicato l’Istituto Cattaneo ha confrontato i tweet di due importanti politici italiani, portatori di due visioni opposte rispetto alla questione dell’immigrazione – Matteo Salvini e Matteo Renzi – assieme a quelle dei rispettivi follower. In questo modo, è possibile analizzare i diversi stili comunicativi e le diverse modalità di interazione che Renzi e Salvini hanno messo in pratica nel corso del 2018 con i loro follower in relazione al tema dell’immigrazione. Verrà inoltre presentata una breve analisi contenutistica dei post di Salvini e dei suoi follower, in modo da sapere verso quale tipo di audience sono rivolti i messaggi, i sentimenti e le emozioni espressi nei tweet.

Confrontando la comunicazione su Twitter dei due politici e dei loro follower, il primo dato che emerge è la diversa presenza dei due politici sul social: Salvini ha una presenza nettamente superiore, con più del doppio dei tweet rispetto a Renzi nello stesso periodo preso in considerazione (dal 15 febbraio 2018 al 6 novembre 2018, 3222 contro 1351 tweet), e un minor numero di retweet (96 per Salvini, 935 per Renzi). Inoltre, i follower di Salvini si rivelano più attivi rispetto a quelli di Renzi (4307 commenti ai post di Salvini contro i 391 di quelli ai post di Renzi).

Per quanto riguarda il contenuto di questi tweet, la figura 1 mette in relazione l’intensità dei tweet di Salvini, Renzi e dei rispettivi follower. In particolare, l’analisi dei sentimenti consiste in una serie di procedure per il riconoscimento di termini con una certa polarità (positiva o negativa) ed una intensità (da 0 a 1 per i termini con valenza positiva, e da -1 a 0 per quelli con valenza negativa). Ogni tweet viene ispezionato, assegnando a ciascuna parola una polarità e una intensità; infine, la polarità sentimentale di un tweet risulta dalla somma del valore di ciascuna parola contenuta nel post. Per esempio, una polarità di -0.3 rappresenta un tweet il cui insieme di parole, sommate tra loro, produce questo valore. Quello che emerge è una forte corrispondenza tra Salvini e i suoi follower, mentre una più ampia discrepanza viene riscontrata nel caso di Renzi e dei suoi follower. I post di Salvini e i commenti che ne seguono si mantengono al di poco sotto lo 0, esprimendo in questo modo una tendenza ad usare termini negativi; al contrario, mentre Renzi sceglie parole più positive, i suoi follower tendono a commentare con parole particolarmente negative (circa -0.5 su una scala da -1 a 1).

Fig. 1. Fluttuazioni dei sentimenti nei tweets (generali) dei principali attori (febbraio-novembre 2018)

Fonte: Elaborazione Istituto Carlo Cattaneo su dati Twitter.

Replicando la stessa analisi sui tweet relativi esclusivamente al tema dell’immigrazione, il numero di tweet diminuisce per tutti, ma specialmente per i follower di Renzi (314 tweets per Salvini, 32 per Renzi; 730 per i followers di Salvini, 6 per quelli di Renzi). Di nuovo, la maggior parte dei tweet di Renzi sono retweet (24 su 32), mentre per Salvini solo 7 (su 314) lo sono. Per quanto riguarda la polarità dei sentimenti (vedi figura 2), anche rispetto al tema dell’immigrazione si registra quanto evidenziato in precedenza: Salvini e i suoi follower hanno una quasi perfetta sovrapposizione, leggermente “negativa”, mentre Renzi utilizza più spesso termini “positivi”. Il confronto con i suoi follower non viene sviluppato per la scarsità di interazioni disponibili.

Fig. 2. Fluttuazioni dei sentimenti nei tweets sull’immigrazione) dei principali attori (febbraio-novembre 2018, esclusi i followers di Renzi per scarsità di osservazioni disponibili)

Fonte: Elaborazione Istituto Carlo Cattaneo su dati Twitter.

Queste analisi forniscono una prospettiva generale rispetto all’attività dei politici su Twitter, al loro stile comunicativo, alle interazioni con i follower e all’utilizzo di parole con una certa polarità sentimentale. Per approfondire ulteriormente questi risultati con analisi più dettagliate rispetto all’utilizzo delle parole usare nei tweet, nella figura 3 ci siamo concentrati sulla propensione dei due leader politici a utilizzare tweet che esprimono diversi tipi di emozioni.
In modo simile all’analisi dei sentimenti, la valenza emotiva di un tweet viene misurata dal valore delle singole parole che lo compongono. Tuttavia, mentre per la sentiment analysis si trattava di comporre misure sintetiche, l’analisi della valenza emotivi deve prendere in considerazione una pluralità di emozioni. Da un punto di vista analitico, queste emozioni vengono rappresentate su una scala da 0 a 1, indicando la probabilità di usare almeno una parola collegata a una certa emozione in un tweet. Un valore di 0.5 in fiducia, per esempio, indica che l’utente in questione utilizza, in media, 0.5 parole di fiducia per tweet, oppure che l’utente ha una probabilità del 50% di utilizzare almeno una parola che esprime un sentimento di fiducia per tweet.

Fig. 3. Valenza emotiva per Renzi, Salvini e i rispettivi follower nei tweet sull’immigrazione

Fonte: Elaborazione Istituto Carlo Cattaneo su dati Twitter.

Dal confronto tra il grafico per Salvini (in alto a sinistra) e quello per Renzi (in basso a sinistra), emerge che Renzi tende ad utilizzare tweet con parole più “cariche” da un punto di vista emotivo rispetto a Salvini (i margini rossi sono quasi sempre più larghi di quelli verdi). Per quanto riguarda le specifiche emozioni espresse nei tweet, Renzi è maggiormente propenso ad utilizzare parole di fiducia, trepidazione, tristezza o paura rispetto a Salvini, mentre quest’ultimo ha una maggior propensità verso l’utilizzo di parole di rabbia e felicità. Le reazioni emotive presenti nei commenti dei follower di Salvini (in alto a destra) tendono ad esprimere o forse suscitare parole di fiducia, mentre sono più tenui rispetto ad altre emozioni. I follower di Renzi, invece, sono più propensi ad esprimere emozioni negative come disgusto, tristezza e paura, così come quelle positive come la fiducia.

Calcolata semplicemente come misura di propensione verso l’utilizzo di certe emozioni, la figura 3 non mostra il target verso il quale queste emozioni sono dirette. Per affrontare questo specifico aspetto, è necessario condurre un’analisi contenutistica di questi tweet, partendo da uno schema con il quale codificare ciascun post. Focalizzandosi esclusivamente su Salvini e i suoi follower (una scelta resa necessaria dalla scarsa numerosità dei commenti suscitati da Renzi rispetto al tema dell’immigrazione), la tabella 1 include uno schema di classificazione dei tweet di Salvini e dei suoi follower, con le percentuali dei tweet che rientrano in ciascuna categoria.

Tab. 1. Analisi del contenuto dei tweet di Salvini e dei suoi followers (primo valore per Salvini: N = 204, secondo valore per i suoi follower: N = 259)

Fonte: Elaborazione Istituto Carlo Cattaneo su dati Twitter.

Per quanto riguarda l’atteggiamento generale, ciò che emerge da questa analisi è la propensione di Salvini ad attaccare su Twitter l’establishment politico, sia italiano (10,8%) che europeo (9,3%), nella maggior parte dei casi sostenuto dai suoi follower (rispettivamente, 41,3% e 38% dei commenti ai post del Ministro dell’interno si scagliano contro la politica italiana ed europea). Inoltre, tra i suoi sostenitori, la figura di Salvini viene simbolicamente eretta a guida o a “capitano” della “nave Italia” grazie all’utilizzo di slogans e hashtags come “#iostocolcapitone” o “#avanticapitano” (24,3% dei tweets tra i followers esprime identificazione con il politico).Fonte: Elaborazione Istituto Carlo Cattaneo su dati Twitter.

Per quanto riguarda i tweet sull’immigrazione, gli immigrati costituiscono il maggiore out-group nei post di Salvini (16,2%), cioè il “bersaglio” prediletto. Inoltre, questi tweet spesso contengono descrizioni degli immigrati affiancate da quelle sulla brava gente (gli italiani, menzionati il 25,9% delle volte), in una implicita comparazione tra “buoni” e “cattivi”. Hashtag e slogan (25,5%) vengono spesso usati con funzione simbolica, per creare narrazioni ampie di immediata ricezione, come “la pacchia è finita”, “è solo buonsenso”, “#portichiusi”, “la musica è cambiata”.

Queste espressioni non sono utilizzate solo dal Ministro, ma vengono replicate e rilanciate anche dai suoi follower. È interessante notare inoltre che, quando il tema del tweet è l’immigrazione, molto raramente viene menzionato il paese d’origine della persona in questione, sia nei post di Salvini che in quelli dei suoi followers, semplificando ulteriormente la distinzione tra “noi” e “loro”, nonché l’identificazione tra i “buoni” italiani rispetto a coloro che spesso vengono definiti come stupratori, rapinatori, persone violente, talvolta animali.

Inoltre, i commenti dei follower mostrano una forte polarizzazione nei confronti di Salvini. Da una parte, c’è chi lo sostiene, identificandosi totalmente con il suo messaggio (24,3%), e riproponendo o modificando gli slogan e gli hashtag usati dal Ministro (come #salvinièilmioministro e #iostoconsalvini), dall’altra parte, c’è chi si oppone utilizzando tweet critici e di scherno, mentre solo una piccola minoranza rimane neutrale. In entrambi i casi, le opinioni vengono veicolate tramite toni aggressivi (35,9%), dove scherno (22,4%) e insulti sono intrecciati.

In conclusione, questa analisi mostra la frattura nel modo in cui Salvini e Renzi (e i loro rispettivi follower) comunicano tramite i social media, in particolar modo su Twitter e in relazione ai temi dell’immigrazione. Infatti, il primo si mostra più “polarizzante” nei messaggi trasmessi ma in linea con i suoi follower, mentre il secondo appare più “rassicurante”, nonostante forti discrepanze con i suoi follower.
Inoltre, approfondendo il contenuto di quanto postato dai follower del Ministro dell’interno, si può notare non solo una forte polarizzazione tra follower (contrastando, almeno in parte, la visione per cui la corrispondenza di sentimenti tra il politico e la sua audience significhi anche corrispondenza di intenti), ma anche il fatto che gli immigrati vengano spesso messi in contrapposizione con esempi virtuosi dei “buoni” italiani.
La polarizzazione che si verifica tra utenti virtuali, viene utilizzata anche come strumento per rafforzare l’argomentazione retorica che si basa sulla contrapposizione netta tra un ben definito “noi” e un poco precisato e spesso ambiguo “loro”.