Gli avvenimenti del 2001

Gennaio

2 Riparte il dibattito politico: la Lega preme per Bossi vicepremier, Landolfi di An insiste per stringere alleanze anche con Rauti.
A sinistra si moltiplicano gli appelli a Rifondazione comunista per una non-belligeranza.
Amato e Rutelli lanciano al Polo la proposta di varare insieme tre riforme prima delle elezioni su: conflitto di interessi, federalismo e legge elettorale. Risponde Urbani che respinge l’appello.
La reazione del centro sinistra è dura. L’Ulivo minaccia di approvare le norme sul conflitto di interessi a colpi di maggioranza.

8 Rutelli, candidato premier per il centro sinistra, si dimette da sindaco di Roma. Il Polo lo attacca con un dossier parlando del suo governo come di un periodo fatto di «sette anni di guai».
Veltroni si candida a succedergli nonostante l’altolà dell’ex-leader del Ppi Marini, mentre il presidente della Regione Lazio, Storace, propone Tajani. Berlusconi e Fini si dicono d’accordo, An avrà il vicesindaco.

11 A Berlino si apre il congresso del Partito popolare europeo.
Sono presenti i leader italiani dei partiti centristi, sia del Polo che dell’Ulivo, Berlusconi cerca la definitiva «benedizione» e la ottiene dal segretario Agag che approva l’alleanza con Fini anche se emergono diffidenze nei confronti di Bossi.
Dal leader della Cgil Cofferati arrivano sferzate all’Ulivo sulle proposte in tema di sviluppo e lavoro. Il segretario poi precisa di non avercela con Rutelli.

14 Le parole del ministro della Sanità Veronesi, che aveva rilanciato la proposta di liberalizzare le droghe leggere, dividono l’Ulivo e riaccendono forti le polemiche tra laici e cattolici.
Contro Veronesi si scaglia il Ppi; il segretario Castagnetti parla di «gravi esternazioni in libertà».
Attacchi anche da «L’Osservatore romano», organo del Vaticano.
Marco Taradash invita Berlusconi ad «arruolare» Veronesi in caso di vittoria.

17 Colpo di scena nella vicenda Seat-Telemontecarlo: secondo l’Authority per le telecomunicazioni il «matrimonio» non è possibile. La Seat annuncia ricorso al Tar, che a fine mese approverà la fusione.
Tra Polo e Ulivo si apre un nuovo scontro sull’election day: Amato propone di accorpare elezioni politiche e amministrative, Berlusconi la pensa diversamente e minaccia addirittura la protesta di piazza. Alla fine prevarrà la linea del governo.

19 Gianni De Michelis eletto coordinatore nazionale del Nuovo partito socialista. Martelli nominato portavoce, mentre Bobo Craxi, figlio di Bettino, diventa presidente.
Albertini, sindaco milanese del Polo, va controcorrente e difende i magistrati milanesi protagonisti dell’inchiesta Mani pulite, che ha favorito il rinnovamento.

20 Scontro tra il leader della Lega Bossi e il sindaco di Milano Albertini, ricandidato, che aveva espresso perplessità sull’alleanza con la Lega. Per Bossi, Albertini «è servo dei poteri forti».

21 Nell’ottantesimo anniversario della nascita del Pci, si apre un «duello» a sinistra: Cossutta celebra la ricorrenza a Roma, Bertinotti a Livorno, sede del congresso che nel ’21 sancì la scissione, da dove annuncia che non ci saranno patti con il centro sinistra. Nei Ds solo Salvi commemora l’anniversario.
A Milano Bossi e Berlusconi stringono un patto di ferro con risvolti in chiave nazionale, superando le resistenze di Albertini.
A Napoli, dopo il braccio di ferro tra Ds e Mastella, sciolto il nodo del candidato sindaco del centro sinistra: sarà Rosa Russo Jervolino del Ppi.

25 Secondo il rapporto annuale stilato dalla Corte dei conti sono il debito pubblico e le pensioni le vere mine vaganti per la stabilità dell’economia italiana. Sulla stessa lunghezza d’onda il ragioniere Generale dello stato Monorchio.

29 Per la prima volta un presidente della Repubblica italiana scrive a Vittorio Emanuele, erede dei Savoia: avviene in occasione della scomparsa della regina Maria José. «Tutti ne ricordano le convinte inclinazioni liberali» dice Ciampi nella lettera parlando della regina scomparsa. Il disgelo tra Ciampi e i Savoia riapre in Italia il dibattito sul loro possibile ritorno.
Giorgio La Malfa, leader del Partito repubblicano, annuncia che il suo partito intende schierarsi con il centro destra nelle elezioni di primavera. Il Pri si spacca.

31 Rutelli vola a Bruxelles dal presidente dell’Ue Romano Prodi che «benedice» la Margherita e lo incoraggia. L’investitura ufficiale mette fine alle polemiche sull’eredità di Prodi nel centro sinistra.

Febbraio

1 Il ministro Ortensio Zecchino lascia il Ppi (e si dimette dal governo) per Democrazia europea, la neonata formazione di Andreotti e D’Antoni, ex-segretario Cisl. Democrazia europea alle elezioni correrà autonomamente in ogni collegio.
Bertinotti, leader del Partito della rifondazione comunista, ribadisce che è impossibile l’accordo con l’Ulivo e afferma che alle elezioni, al Senato, Rifondazione sarà presente.

5 Duro attacco di D’Alema secondo cui, a causa del conflitto di interessi, Berlusconi sarebbe addirittura ineleggibile. Per gli osservatori della carta stampata è un segnale che, in vista del voto, la battaglia sarà dura. Qualche giorno dopo anche Ciampi sosterrà che una legge sul conflitto di interessi sarebbe utile.

7 Il ministro della Pubblica istruzione De Mauro illustra la riforma della scuola: maggiore spazio a computer e lingue, meno nozionismo. Ma il centro destra preannuncia che in caso di vittoria la riforma sarà rivista.

8 Berlusconi in viaggio a Londra. A Blair garantisce l’affidabilità di Bossi e si dice favorevole alla legge sul conflitto d’interessi solo se non lederà suoi diritti civili.

10 Boselli, segretario dello Sdi dà il via libera al cartello con i Verdi: nasce il Girasole. I comunisti italiani di Diliberto e Cossutta rifiutano di entrarvi.
Sui contratti a termine e la concertazione è scontro tra governo e Confindustria. Salvi, ministro del Lavoro, esclude che l’esecutivo possa approvare intese tra le parti sociali che non comprendano la Cgil.

16 Si riapre il caso Telecom-Serbia, un vero giallo internazionale, grazie a un’inchiesta del quotidiano «la Repubblica» che parla di una maxitangente versata dalla Telecom Italia, con la mediazione di esponenti del governo italiano, al dittatore Milosevic in occasione dell’affare, concluso nel giugno ’97.
Zarko Korac, vice premier jugoslavo, dichiara al giornale romano che «il denaro italiano salvò il regime» e aggiunge che da parte di Dini «fu un atto di cinismo politico».
Dini, ministro degli Esteri all’epoca dei fatti, ancora in carica, finisce sotto accusa, bersagliato dalla destra che tira in ballo anche altri esponenti politici italiani.

19 Il Vaticano avvia delle «consultazioni», invitando a colloquio i leader dei partiti in competizione per conoscere i loro programmi su alcuni temi cari ai cattolici, come bioetica e scuola.
Ciampi si ribella, ricordando la laicità dello stato. E alle polemiche il cardinale Sodano, segretario di stato, replica dicendo: «Nessuna interferenza, se i candidati premier vanno da Blair e Chirac possono venire anche qui».

20 Duri scontri nell’aula del Senato sulla legge sul conflitto di interessi. Il Polo presenta milleduecento emendamenti.

23 A Napoli attesa per Bossi, invitato alla conferenza programmatica di An. Fini parla di un partito che ha superato gli esami ed è pronto per governare. Berlusconi ufficializza per il leader di An il ruolo di vicepremier nel futuro governo.

24 Berlusconi rifiuta l’invito-sfida di Rutelli per un faccia a faccia in televisione.

26 Il vicepremier del Belgio Michel sostiene che l’Italia rischia sanzioni europee in caso di vittoria del centro destra. I riflettori sono puntati su Bossi.
Prodi considera legittime le preoccupazioni di Michel ma esclude l’applicazione di sanzioni, come già avvenuto per il caso Haider.

27 Il Senato approva la legge sul conflitto d’interessi, tra le proteste vivacissime del centro destra. La parola passa alla Camera che però non farà in tempo ad approvarla. Le nuove norme imporrebbero a Berlusconi due strade, vendere le aziende o affidarle a un gestore indipendente.
In un’intervista a «Famiglia Cristiana» Berlusconi afferma di voler rivedere, per migliorare e non per abolire, la legge 194 sull’aborto. Insorgono centro sinistra e Radicali.

28 Alla Camera arriva la legge sul federalismo: è l’ultima sfida tra Polo e Ulivo prima dello scioglimento delle Camere.

Marzo

1 Il Tar annulla le elezioni regionali svolte in Molise nell’aprile 2000, successivamente il Consiglio di stato confermerà l’annullamento.

4 Rutelli apre a Rifondazione, escludendo alleanze di governo, ma prospettando una desistenza per battere la destra. Pochi giorni dopo, però, Bertinotti rifiuta ogni tipo di accordo con l’Ulivo.

6 Continua il dibattito sul federalismo: il Polo vuole un referendum per abrogare la riforma approvata dalla Camera. La maggioranza giudica inaccettabile la proposta di Tremonti (FI) che aveva chiesto alla sinistra di rinunciare per lasciare al futuro parlamento l’argomento.
A sinistra si fa invece strada l’ipotesi del referendum confermativo.

8 Il senatore a vita e filosofo Norberto Bobbio, padre nobile della sinistra italiana, rivolge un appello agli elettori italiani a favore del centro sinistra poiché «è in gioco la democrazia».

9 Ultimo giorno della legislatura, Ciampi scioglie le camere.
Tra Polo e Ulivo parte il braccio di ferro sulla data del voto: Rutelli vorrebbe il 6 maggio, ma Amato – che ribadisce comunque il sostegno a Rutelli – accontenterà Berlusconi sul 13, accorpando politiche e amministrative. Per Parisi (Democratici) si tratta di un «inaccettabile» regalo a Berlusconi.

10 Il decano dei giornalisti italiani Indro Montanelli, intervistato da Telemontecarlo, polemizza con Berlusconi: e si schiera per il centro sinistra.

11 Tensione nell’Ulivo. Folena attacca Parisi rimproverandolo per la polemica con il premier sulla data delle elezioni. Il leader dei Democratici chiede all’Ulivo un vertice di chiarimento, anche per la questione della candidature e delle «quote» di collegi per ciascun partito.
Amato annuncia di non volersi candidare, ma qualche giorno dopo cambierà idea.

13 La trasmissione «Satyricon» di Luttazzi, in onda su Raidue, scatena un terremoto negli ambienti politici e una nuova bufera sulla Rai. Luttazzi attacca pesantemente Berlusconi, presentando il libro del giornalista Marco Travaglio, L’odore dei soldi, scritto con Elio Veltri, in cui si sollevano dubbi sulle fortune di Berlusconi e sul braccio destro di questi, Dell’Utri. Landolfi (An), presidente della Commissione di vigilanza sulla Rai, chiede le dimissioni del Cda, del direttore di Raidue Freccero e la sospensione del programma. «Satyricon» diventa per giorni l’epicentro della polemica politica italiana e fa maturare agli esponenti del centro destra il proposito di disertare i programmi e le tribune elettorali Rai.
In un’intervista al «Financial Times» il premier uscente Amato critica l’eccessiva disgregazione del centro sinistra rimproverandolo anche di non avere un leader, a differenza del Polo. Si crea un caso che Amato cerca di troncare con una nota in cui addebita a un errore di traduzione le sue parole.

14 I capigruppo della Casa delle libertà presentano in Cassazione la richiesta di referendum abrogativo sul federalismo; poco dopo i colleghi dell’Ulivo propongono il loro quesito confermativo. La Cassazione darà il via libera a entrambi.

16 Berlusconi attacca la Rai in diretta, intervenendo alla trasmissione di Santoro sul caso «Satyricon» e sulle accuse rivoltegli di rapporti con boss mafiosi. Il Polo insiste, vuole la testa del presidente Zaccaria, che però resiste.

26 Rutelli, in visita a Berlino, rinfocola i dubbi europei su Bossi, definendolo peggiore di Haider.
Ruini, confermato dal Papa al vertice della Cei, interviene con un appello ai partiti a evitare le risse e con un invito ai cattolici a non disertare le urne.
Il varo del comitato dei garanti Rai fa cambiare idea al Polo che decide di tornare in tv: i suoi leader parteciperanno alle tribune elettorali del servizio pubblico.

29 Nel centro sinistra duro scontro Margherita-Ds per le candidature. Mastella e Parisi sono infuriati per i troppi posti concessi a Ppi e Quercia.

31 D’Alema annuncia che in caso di vittoria del centro sinistra farà il ministro.
Salta definitivamente l’accordo Ulivo-Rifondazione comunista.

Aprile

2 Gran rifiuto del commissario europeo Monti che declina eventuali incarichi di governo sia con Berlusconi che con Rutelli per rispettare l’impegno con l’Europa.

5 La Corte costituzionale boccia la proposta di Palazzo Chigi di rinvio e dice sì al referendum in Lombardia sulla devolution. La Lega e Formigoni esultano: il presidente lombardo annuncia il voto per il 13 maggio, lo stesso giorno delle politiche. S’innesca una polemica con il presidente del Consiglio Amato, mentre Berlusconi si mostra prudente e scioglierà le riserve solo più avanti.
Il primo faccia a faccia, solo virtuale, tra Rutelli e Berlusconi, avviene sulla scuola, con due lettere inviate al convegno di Liberal.
Il leader del centro destra boccia la riforma dei cicli e punta sulla parità fra istituti pubblici e privati. Rutelli dice sì alla riforma ed esclude i buoni per le famiglie.

8 In Sicilia Pino Rauti, Fiamma tricolore, annuncia la desistenza col Polo. Buttiglione protesta.
Veltroni ironico dice che con Bossi e i neofascisti l’Italia va «all’avventura».

9 Scoppia la guerra dell’elettrosmog. Le emissioni delle antenne di Radio Vaticana superano di tre volte la soglia consentita. S’innesca un braccio di ferro tra il ministro dell’Ambiente Bordon (che imporrà di ridurre le emissioni, pena il blackout) e il Vaticano. Risolverà il conflitto l’intervento del premier Amato che arriverà a sconfessare il suo ministro, poi dimissionario.

10 A Roma, esplode un ordigno in Via Brunetti, vicino a Piazza del Popolo. Gli obiettivi sono l’Istituto affari internazionali e l’Associazione Italia-Stati Uniti. La rivendicazione, arrivata via email, è dei Nuclei di iniziativa proletaria rivoluzionaria. Torna la paura per le nuove Br. Allarme nel mondo politico alla vigilia del voto.

11 Il candidato premier dell’Ulivo Rutelli, in una trasmissione televisiva, sfida ancora Berlusconi e annuncia il suo programma fiscale: niente tasse sotto i 45 milioni, esenzione Irpef per le famiglie con due figli.

19 Slitta definitivamente il referendum lombardo. Le Corti d’appello risolvono il caso affermando che non c’è più tempo per le formalità e la nomina dei presidenti di seggio.
Per Formigoni il governo è il «killer» della devolution.

21 Gaffe di Berlusconi sull’omicidio D’Antona. Per il leader del centro destra si trattò di un: «regolamento di conti a sinistra».
Poi arriva la smentita e una lettera di scuse alla vedova. Le reazioni del centro sinistra sono però durissime e anche D’Antoni prende le distanze.

22 Berlusconi invia a tutte le famiglie italiane Una storia italiana, un libro fotografico con la sua storia.

25 Celebrata la Liberazione. Il capo dello stato all’Altare della Patria sceglie il silenzio per evitare strumentalizzazioni che turbino la campagna elettorale, dicendo solo che il 25 aprile è un pilastro della nostra storia.

26 L’«Economist» attacca duramente Berlusconi sul conflitto d’interessi. Rutelli e l’Ulivo plaudono, per Berlusconi «è solo spazzatura».

28 Convention della Casa delle libertà a Milano. I leader fanno quadrato dopo gli attacchi al Cavaliere sul conflitto d’interessi.
Il Polo insiste per votare il 13 anche sulla devolution. Bossi si rifiuta di cantare l’inno di Mameli.

29 Dopo le pesanti accuse dell’«Economist» sul conflitto d’interessi, Berlusconi subisce altri durissimi attacchi da «Le Monde» e da «El Mundo». Per Rutelli il candidato premier del centro destra è diventato ormai un caso in Europa. Berlusconi replica parlando di vere e proprie calunnie.
Lo spagnolo Agag, segretario del Ppe, interviene sul caso Italia e assicura che se vincesse Berlusconi l’Italia non rischierebbe alcuna sanzione Ue.

Maggio

4 Il senatore a vita Giovanni Agnelli critica la stampa estera per gli attacchi a Berlusconi sul conflitto d’interessi. Per molti osservatori è un segnale che la Fiat è ormai schierata con il centro destra.
Berlusconi, dal canto suo, affronta il tema del conflitto di interessi annunciando che comunicherà prima delle elezioni le sue intenzioni. Rutelli lo incalza a cedere sul serio le sue tv.

6 Nuovo appello del presidente Ciampi ai due poli per un clima più sereno in campagna elettorale. L’intervento di Ciampi arriva dopo le polemiche e le accuse di trasformismo che Berlusconi ha rivolto a D’Alema, riferendosi alla nascita del suo governo dopo le dimissioni di Prodi.
Cossiga, che fu uno dei protagonisti di quella stagione, annuncia di togliere l’appoggio a Berlusconi.

8 Berlusconi firma davanti alle telecamere di «Porta a porta» un patto con gli italiani promettendo di rinnovare l’Italia e annuncia che se non riuscirà a raggiungere gli obiettivi programmatici indicati lascerà la politica.

11 La campagna elettorale si chiude in un clima di violenza verbale e con nuovo, vivace, scambio di accuse tra i poli. Berlusconi insiste sul contratto «stipulato» con gli italiani. Il leader dell’Ulivo Rutelli sottolinea il pericolo Lega, il possibile isolamento europeo e i pericoli di privatizzazione della sanità in caso di vittoria del centro destra.

13 Si vota per il rinnovo del parlamento e per i sindaci in diversi comuni importanti, tra cui Roma, Milano, Torino e Napoli.

14 L’esito del voto assegna al centro destra la maggioranza. La Lega scende sotto la soglia del quorum. Nel centro sinistra buona l’affermazione della Margherita di Rutelli, Ds vicini al minimo storico. Rifondazione centra il quorum, Di Pietro lo manca come pure Democrazia europea.
Per il Comune di Roma vanno al ballottaggio Tajani e Veltroni, che lascerà la segreteria Ds.
Il centro sinistra nomina Rutelli leader dell’opposizione. La Lega chiede subito la presidenza della Camera come ricompensa per il «sacrificio» elettorale.

17 Berlusconi annuncia di voler stringere i tempi per la formazione del governo. Il ruolo della Lega è il primo problema da risolvere. Si fa strada l’ipotesi di Bossi vicepremier insieme con Fini e Casini.
Rutelli al Quirinale da Ciampi chiede che venga risolto il conflitto d’interessi prima del G8.
Il Papa chiede la parità scolastica e lancia un appello al governo Berlusconi su difesa della vita e occupazione.

19 Sergio D’Antoni si schiera con il Polo per i ballottaggi. Per l’exsegretario Cisl si parla di un incarico nell’esecutivo: Bossi non è d’accordo e Andreotti è irritato per la svolta a destra di De.
Scoppia la polemica sull’allargamento a est dell’Unione europea.
A sollevare dubbi in Italia è proprio il centro destra. Monti, commissario europeo, interviene a sostegno dell’allargamento.
Lo stesso fanno Prodi e Amato che ritengono vitale per l’Italia l’ingresso dei paesi dell’Europa orientale nella Ue.

21 Berlusconi chiarisce che la scelta dei ministri spetta solo a lui.
Per gli Esteri si fa il nome di Renato Ruggiero suggerito – si dice – da Agnelli. Bossi insiste perché la presidenza della Camera vada alla Lega.

23 Rutelli incalza Berlusconi che aveva polemizzato sul reale stato dei conti pubblici. Per il leader dell’Ulivo, Berlusconi cerca giustificazione per quello che non riuscirà a fare al governo.

24 Il governo pensa a un decreto, d’intesa con il Polo, per bloccare la scalata del gruppo francese Edf – che intanto annuncia di detenere già il 20% – alla Montedison. Si muove anche la Commissione Ue.

27 Si torna alle urne per i ballottaggi – tra l’altro – a Roma, dove vincerà Veltroni, a Napoli, dove si afferma la Jervolino, e a Torino dove vince il Ds Chiamparino. Per il centro sinistra è una parziale rivincita.

30 Prima riunione del parlamento, parte la XIV legislatura. La Casa delle libertà ha trovato l’accordo sui due candidati presidenti: Pera, Forza Italia, al Senato, eletto al primo scrutinio, Casini alla Camera. Delusione in An per Fisichella, aspirante alla presidenza del Senato. L’Ulivo vota scheda bianca.

31 Casini (Ccd) è eletto presidente della Camera. Violante, ex-presidente è eletto capogruppo dei Ds dopo un braccio di ferro con Mussi.
Dal Quirinale intervento sui tempi dell’incarico a Berlusconi: le consultazioni partiranno dopo il 6 giugno. Anche sulla scelta dei ministri il «Colle» ricorda le prerogative che gli assegna la Costituzione.
Annuale appuntamento con la relazione del governatore della Banca d’Italia: per Fazio è possibile un miracolo economico ma sono urgenti le riforme, i tagli alla spesa e alle tasse. Il centro destra si riconosce nella relazione di Fazio.
Il premier uscente Amato, dimessosi in giornata, dice la sua sullo stato dei conti pubblici: il deficit ammonta a non più di 10 mila miliardi di lire. E poi aggiunge: «Lascio un’Italia in ordine e liberata da un bel po’ di lacci, altrimenti non rullerebbe verso il decollo».

Giugno

2 Nuove polemiche sui conti pubblici e sull’entità del debito: ad alimentarle è la relazione del ragioniere Generale dello stato Monorchio. Il Polo coglie l’occasione per attaccare nuovamente il centro sinistra e per mettere sotto accusa l’ex-ministro delle Finanze Visco che, secondo il centro destra, dovrebbe chiedere scusa agli italiani. L’ex-premier Amato tende a rassicurare e Confindustria parla di un buco di 20 mila miliardi.
Il centro sinistra sostiene che si tratta di un alibi creato nell’impossibilità di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale: diminuire le tasse e aumentare le pensioni.

3 Maroni, convinto da Berlusconi, rinuncia al ministero della Giustizia. L’ipotesi aveva scatenato molte polemiche e si era parlato anche di un veto del Quirinale, smentito poi da Pera e Casini.
Bossi insiste perché un leghista diventi comunque Guardasigilli, minacciando addirittura di rompere con la maggioranza e provocare il ritorno alle urne.

5 Berlusconi, in procinto di essere incaricato di formare il governo, rilancia la proposta delle commissioni parlamentari d’inchiesta su: «affaire» Telecom-Serbia, dossier Mitrokhin e Tangentopoli. Il centro sinistra non è d’accordo.

7 Il presidente Ciampi avvia le consultazioni per affidare l’incarico di formare il governo e il 9 riceve Berlusconi al Quirinale per affidargli il mandato.

10 Berlusconi presenta la sua squadra governativa. Sciolti il nodo dell’Interno, affidato a Scajola, e della Giustizia, al leghista Castelli; Bossi alle Riforme, Letizia Moratti all’Istruzione, Ruggiero agli Esteri. Fini è vice primo ministro. Il giorno successivo ha luogo il giuramento.

13 Il presidente di Confindustria D’Amato invita il nuovo governo ad accelerare il varo delle riforme, prima fra tutte quelle sulle pensioni e sulla flessibilità nel mercato del lavoro.

14 Al vertice Nato di Göteborg prima uscita internazionale di Berlusconi premier che annuncia: «Nessuno strappo in politica estera».

16 La consueta manifestazione leghista di Pontida alimenta nuove polemiche: Bossi e gli altri ministri leghisti sostengono di aver giurato al Quirinale «da padani» e attaccano il referendum sulla devolution. Annunciata anche l’intenzione di cancellare i reati di opinione.
Durissime le reazioni del centro sinistra ma anche nel Polo, soprattutto in An, c’è evidente imbarazzo.

19 Berlusconi, al Senato per la fiducia, annuncia tra l’altro che sarà sospesa la riforma della scuola. La sinistra insorge, la Cgil promette aspra battaglia.
Si fa strada la proposta di un’amnistia per Tangentopoli, ma è lo stesso Polo a bocciare l’ipotesi avanzata dal senatore Contestabile, esponente di Forza Italia.

20 Il Senato vota la fiducia all’esecutivo Berlusconi. Il via libera della Camera arriva il giorno successivo.

24 Fallisce un primo tentativo d’incontro tra il Genoa social forum e il capo della polizia. Il vertice era stato organizzato per avviare il dialogo in vista del G8 con i possibili contestatori. I contatti, però, continuano.

25 Il centro destra si afferma in Sicilia per l’elezione del presidente della Regione; vince nettamente Cuffaro (Forza Italia) sull’exsindaco di Palermo Orlando, candidato per il centro sinistra. In corsa c’era pure D’Antoni, Democrazia europea, che raccoglie ben poco. Dopo il risultato, Andreotti ritiene Democrazia europea «senza futuro».
Infuocata direzione dei Ds, lo scontro più duro è tra D’Alema e Cofferati. Il leader della Cgil denuncia gli errori commessi da D’Alema: la bicamerale, poi le critiche rivolte al sindacato e quindi l’aver voluto governare al posto di Prodi. Cofferati riaccende le speranze della sinistra interna Ds, sicura di aver trovato un candidato per la segreteria da contrapporre al dalemiano Fassino.

28 Il governo vara le misure dei «cento giorni» per consentire la ripresa dell’economia: la detassazione degli utili reinvestiti (Tremonti bis) e una sanatoria per le aziende che abbandonano il sommerso i principi cardine del disegno di legge.
Cofferati critica il provvedimento perché vantaggioso solo per le imprese e aggiunge che si tratta di «un atto di ostilità nei confronti dei lavoratori».
Critiche anche dal «Financial Times».

29 Rutelli, in alcune interviste, manda segnali a quanti, come Mastella, «frenano» sulla costituzione della Margherita, riportando ad esempio il risultato della Sicilia dove senza la Margherita i centristi avrebbero raccolto poco.
Una notizia clamorosa, per il mondo imprenditoriale italiano e i suoi assetti, si diffonde in Italia: ad affiancare la Edf nella scalata alla Montedison c’è la Fiat. Il gruppo Agnelli rompe così definitivamente con Mediobanca. Il governo si dichiara neutrale e questo atteggiamento è interpretato come un sostanziale via libera all’operazione.

Luglio

1 Duro scontro sulla giustizia; dopo le condanne del giudice Carnevale e, per la strage di Piazza Fontana, di tre neofascisti (Maggi, Zorzi e Rognoni), il ministro della Giustizia Castelli prende le distanze dalle dichiarazioni polemiche verso la magistratura del sottosegretario all’Interno Taormina, del suo collega alla giustizia Vietti e del presidente della Commissione giustizia della Camera Pecorella. Castelli intravede una sorta di conflitto di interessi in quanto Taormina ha difeso il neofascista Maggi, e Pecorella Zorzi.
Il governo vara il programma dei «cento giorni» per il rilancio dello sviluppo dell’economia italiana. Fra le novità del pacchetto c’è la decisione di concedere alla legge Tremonti bis (sulla detassazione degli utili reinvestiti) effetto retroattivo.
I sindacati bocciano le misure.

3 Berlusconi, in visita dal Papa, dichiara che l’azione del governo si ispirerà alla dottrina sociale della Chiesa.

4 Il governo ritira i provvedimenti attuativi della riforma dei cicli scolastici voluta dal centro sinistra, all’esame della Corte dei conti. Sono proprio i rilievi della magistratura contabile, sostiene il ministro dell’Istruzione Moratti, a rendere impraticabile l’avvio della riforma. I sindacati reagiscono parlando di un’evidente offensiva a tutto campo del governo contro la scuola pubblica con l’obiettivo di privatizzarla.

8 Il ministro delle Riforme, Bossi, presenta una bozza di legge sull’immigrazione destinata a provocare aspre polemiche. Perno della nuova normativa è l’introduzione del reato di immigrazione clandestina. Dura la reazione del centro sinistra, ma Bossi provoca imbarazzo anche tra i suoi alleati.

11 In un’intervista al «Tg1» il ministro dell’Economia, Tremonti, polemizza sul «buco» nei conti pubblici. Citando dati della Ragioneria dello stato e di Bankitalia Tremonti parla di un deficit di 62 mila miliardi. Dura e immediata la reazione dell’opposizione secondo cui il deficit non supera i 20 mila miliardi.

14 Rutelli chiude l’assemblea costituente annunciando la nascita della Margherita, soggetto politico «unitario» che si fonda sulle culture dei quattro partiti aderenti: Democratici, Ppi, UdEur e Rinnovamento italiano e che prevede il loro scioglimento. Subito Clemente Mastella, leader UdEur, unico a non intervenire nel dibattito all’assemblea, frena.

16 Cresce la tensione in vista del G8. Un pacco bomba esplode a Genova e ferisce un carabiniere di leva.
Un secondo ordigno viene poi trovato e disinnescato dagli artificieri. Per Agnoletto, portavoce del Gsf, l’attentato fa parte di una «strategia della tensione» orchestrata per «giustificare la repressione» delle forze dell’ordine contro il movimento antiglobalizzazione.
Il governo vara il Dpef per il 2002-2006: tra gli obiettivi principali una crescita superiore al 3%, la riduzione della pressione fiscale di un punto l’anno e cambiamenti sul fisco, lavoro, sanità, scuola e assistenza. Giudizi positivi della Confindustria, duri dai sindacati, in particolar modo dalla Cgil secondo cui il Dpef non è credibile, soprattutto per gli interventi sulle pensioni che puntano a eliminare il prepensionamento.

17 Il G8 divide il centro sinistra: diversi esponenti della sinistra Ds, ma anche Fassino, annunciano la loro partecipazione ai cortei dei no global, i leader della Margherita invece non andranno.

20 Alla Commissione finanze della Camera si discute di riforma del diritto societario; il centro destra riesce a far passare una norma che rimodula il reato di falso in bilancio. E con l’opposizione si apre un nuovo terreno di scontro, con i Ds che parlano di nuovo colpo di spugna.

20-22 A Genova si apre il G8. Nel corso delle tre giornate si registrano gravi scontri tra le forze dell’ordine e i circa 150 mila manifestanti, confluiti per protestare contro la globalizzazione e per i diritti degli immigrati. Tra i contestatori si nascondono anche gruppi violenti, i Black bloc, che provocano seri danni. Carlo Giuliani, un giovane manifestante, viene ucciso da un carabiniere, forse due, che stava aggredendo. La polizia, durante un blitz notturno in una scuola che ospitava i no global, usa metodi violenti e commette abusi. Il vertice si chiude con un bilancio pesante: un morto, quasi seicento feriti (560), oltre duecento persone arrestate (219), circa cinquanta miliardi di danni. Il summit, che aveva già diviso la sinistra sul tema dell’adesione alle manifestazioni dei no global, produce nuovi scontri politici, con il centro sinistra che chiede le dimissioni del ministro dell’Interno Scajola.

22 A Milano muore Indro Montanelli, decano dei giornalisti italiani.

24 Mentre l’Ulivo prepara una mozione di sfiducia contro Scajola per i fatti di Genova, il ministro Maroni annuncia il licenziamento di Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa social forum, come consulente del dicastero.

28 La Pirelli di Marco Tronchetti Provera, insieme con Edizione holding della famiglia Benetton, acquista il 22,5% dell’Olivetti dalla lussemburghese Bell, controllata da una cordata che fa capo a Emilio Gnutti. La società di Ivrea a sua volta ha la maggioranza della Telecom: finisce così l’era di Colaninno. In molti pensano a un imprimatur del centro destra all’operazione, ma il governo si dichiara sempre neutrale.
Il ribaltone alla Telecom produce effetti anche sul sistema informativo-televisivo italiano in quanto Telecom, tramite Seat-Pagine Gialle, ha rilevanti quote in Telemontecarlo, già ribattezzata «La7» e in procinto di essere rilanciata come terzo polo in concorrenza con Rai e Mediaset.

31 La proposta del presidente della Camera, Casini, di un’indagine conoscitiva sui fatti di Genova, è approvata a Montecitorio.
Approvato al Senato il Documento di programmazione economica e finanziaria. Nessuna riduzione fiscale è prevista prima del 2002.

Agosto

1 Il Senato boccia la mozione contro il ministro dell’Interno Scajola, presentata dal centro sinistra per i fatti di Genova. L’aula, poi, dà il via libera alla relativa commissione conoscitiva.

3 Berlusconi chiede che venga spostato il vertice Fao, programmato a Roma per il mese di novembre, per timore di nuovi attentati. Il «tormentone» sull’ipotesi di spostare il vertice, cui si oppone il centro sinistra ma anche il Vaticano, proseguirà per tutto il mese di agosto.
L’ex-ministro dell’Interno Bianco è eletto presidente del Comitato parlamentare sui servizi segreti.

8 Il capo della polizia De Gennaro davanti alla commissione parlamentare d’indagine denuncia le violenze dei no global al G8 di Genova, però ammette errori e parla di eccessi nella repressione.
Il ministro Castelli blocca la domanda di grazia inoltrata da Ovidio Bompressi, in carcere per l’omicidio Calabresi.

17 Si riapre il dibattito circa il referendum sul federalismo e l’Ulivo incalza il governo facendo leva sulle diverse posizioni presenti nella Casa delle libertà.
Storace contesta Bossi annunciando il suo sì al referendum confermativo.

18 Ancora una volta le dichiarazioni del governatore della Banca d’Italia Fazio sulla necessità di una maggiore flessibilità del lavoro fanno discutere e dividono. La Confindustria plaude e invoca l’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, ma i sindacati si mettono in guardia e il governo li rassicura sullo statuto.
In un’intervista a «l’Unità» Giovanni Berlinguer, fratello di Enrico, dichiara la sua disponibilità a candidarsi per la segreteria dei Ds contro Fassino.

27 «La lotta alla mafia rimane un’assoluta priorità per il nostro paese»: con queste parole Ciampi chiude la polemica innescata dal ministro per le Infrastrutture Piero Lunardi (che aveva invitato a convivere con la mafia) trasformatasi poi in un duello a distanza fra il ministro e Paola Maisano, la vedova di Libero Grassi, il commerciante siciliano ucciso da Cosa nostra per non aver ceduto al racket.
Il ministro degli Esteri Renato Ruggiero in missione in Medioriente per riportare al dialogo israeliani e palestinesi. Ruggiero incontra sia Arafat sia Peres convincendoli ad arrivare a una tregua.

Settembre

4 Storace, presidente della Regione Lazio, annuncia che la regione assisterà solo le unioni regolari, basate sul matrimonio. La proposta ha già avuto l’approvazione della Giunta, ma già vengono mossi rilievi di incostituzionalità. Non mancano le polemiche da sinistra, ma non solo, mentre c’è chi – a destra – ironizza sulla svolta clericale di Storace.

9 Umberto Bossi prende posizione su eventuali modifiche all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, schierandosi contro i licenziamenti facili; il leader della Lega si inserisce nel dibattito aperto da Fini e a cui hanno preso parte da un lato la Confindustria e Agnelli, dall’altro i sindacati e la sinistra.

10 Il presidente dei Ds Massimo D’Alema fa per la prima volta «autocritica», ammettendo di aver sbagliato a scegliere la via del governo e della Bicamerale, anziché dedicarsi alla crescita del suo partito. Sembra una risposta a quanti lo hanno accusato di aver rimesso in corsa Berlusconi ai tempi della Bicamerale.

12 Il presidente del Consiglio riferisce alla Camera posizioni e iniziative del governo a seguito degli attacchi terroristici negli Stati Uniti dell’11 settembre, definita «la giornata più nera della nostra storia dalla fine della seconda guerra mondiale». Berlusconi assicura che tutte le misure di sicurezza sono state messe in atto per prevenire attentati terroristici e ribadisce il sostegno dell’Italia agli Stati Uniti. In Italia è unanime la condanna degli attentati e in molte città si tengono manifestazioni contro il terrorismo.

16 Prosegue il dibattito sulle nuove norme in materia di immigrazioni e il ministro leghista Maroni rivela che nel governo c’era chi voleva introdurre un’altra sanatoria. Tentativo a cui si è opposta proprio la Lega durante la discussione del provvedimento nel Consiglio dei ministri.

17 In seguito all’11 settembre Berlusconi annuncia una finanziaria straordinaria che disporrà diversamente le risorse a beneficio della difesa e dell’intelligence per tamponare eventuali ritorsioni dei terroristi e fare fronte alle nuove esigenze delle forze armate.
Necessari 25-30 mila miliardi che, secondo il premier, potrebbero rendere più difficile il rispetto dei patti con l’Europa sul deficit. Escluse nuove tasse.

18 Diventano operative le disposizioni del ministero dell’Interno sul taglio delle scorte a politici, magistrati, amministratori.
Scajola giustifica il provvedimento con la nuova emergenza internazionale, ma apre un nuovo fronte con alcuni magistrati.

20 Gad Lerner si dimette da direttore del telegiornale di La7 anche se non lascia l’azienda. Si tratta di un altro duro colpo per quello che doveva essere il terzo polo televisivo. Prima di Lerner erano andati via il conduttore Fabio Fazio e il direttore Roberto Giovalli.

21 Le Commissioni affari costituzionali di Camera e Senato approvano la relazione finale, messa a punto da Donati Bruno (FI), sui disordini scoppiati durante il G8. Il centro sinistra e Rifondazione comunista, insoddisfatti del risultato poiché emergono interpretazioni opposte sui gravi atti di teppismo e sugli abusi della polizia, chiedono una nuova commissione di inchiesta con poteri ben più ampi.

24 Claudio Petruccioli, Ds, eletto alla presidenza della Commissione di vigilanza della Rai.
Il presidente della Rai, Roberto Zaccaria, conferma che rimarrà in carica fino alla fine del suo mandato.

25 Il governo illustra alle parti sociali le cifre della finanziaria. L’intervento comporterà un «taglio» di 30-34 mila miliardi. La maggior parte verranno da riduzione di spese dei ministeri, il resto da privatizzazioni e da provvedimenti che non toccheranno le tasche degli italiani. La manovra risente dell’emergenza terrorismo e dovrebbe stanziare circa tremila miliardi per difesa e sicurezza. Confermato l’aumento delle pensioni minime a un milione per i più anziani; previste anche detrazioni fiscali (sempre di un milione) per le famiglie in difficoltà con figli.

26 A Berlino il presidente del Consiglio Berlusconi usa parole sul mondo islamico che subito scatenano aspre polemiche e lo mettono al centro di un caso mondiale. Berlusconi afferma che non è possibile mettere le due civiltà, occidentale e islamica, «sullo stesso piano» perché quella occidentale è superiore all’altra.
Sottolinea poi la singolare coincidenza tra islamici e antiglobal, entrambi contrari al sistema occidentale. Critiche arrivano da molti paesi esteri, Usa compresi, ma anche dagli esponenti del centro sinistra italiano.

27 Alla Camera si vota la legge sulle rogatorie. La maggioranza esce battuta in virtù delle numerose assenze e grazie ad una trentina di «franchi tiratori» favoriti dal voto segreto.
Il Consiglio dei ministri approva il disegno di legge sul conflitto di interessi che sancisce la nascita di una Authority con tre saggi, nominati dai presidenti delle Camere. Vigileranno sugli atti del governo.
L’opposizione boccia senza appelli la misura.

Ottobre

1 Berlusconi incontra a Roma diversi ambasciatori di paesi arabi, dopo la «gaffe» sulla superiorità dell’occidente. A loro dice che si è trattato di un complotto dei giornali.
La Cassazione conferma l’assoluzione di Berlusconi nel processo Medusa.

2 Approvata definitivamente al Senato la nuova legge sulle rogatorie internazionali. In aula si sfiora la rissa, i magistrati protestano. Nell’Ulivo si fa subito strada l’ipotesi del referendum abrogativo.
Rutelli e Fassino chiedono a Ciampi di non firmare la legge, ma il presidente la promulga.
Per i magistrati Vigna e Caselli si tratta di un passo indietro nel cammino verso la cooperazione internazionale.
Il presidente Ciampi riceve a Roma le autorità cattoliche e musulmane e lancia un appello per la pace in Medio Oriente.

5 A sorpresa, i giovani industriali, riuniti in una convention a Capri, criticano la finanziaria approntata dal governo Berlusconi, definendola «tiepida e incolore».

7 Per la prima volta nella storia della Repubblica si vota per un referendum confermativo: gli italiani chiamati alle urne per confermare le modifiche alla Costituzione in merito ai poteri delle Regioni. Vince il sì con il 64,2% dei voti. Vota solo il 34% degli italiani. Per Rutelli è comunque una prova di maturità. Secondo lui gli italiani scelgono un federalismo «temperato e affossano per sempre il progetto secessionista di Bossi».

9 ll parlamento italiano dice sì all’attacco americano in Afghanistan, iniziato qualche giorno prima. Si spaccano centro sinistra e «correntone» Ds. Nella Margherita affiorano dubbi. Verdi, Pdci e Prc sono contro. Prevale il meccanismo delle astensioni incrociate sulle mozioni di maggioranza e opposizione. L’invio di militari italiani sarà votato a novembre.
Ufficializzata la riforma del Csm approntata dal ministro della Giustizia Castelli. Meno potere alle correnti, liste abolite, ridotto il numero dei pubblici ministeri a un terzo del totale. Il progetto divide i magistrati.

14 Si tiene la tradizionale marcia della pace Perugia-Assisi. L’appuntamento è preceduto da polemiche a sinistra. Per Rutelli, che difende il sì dell’Ulivo alla guerra, la pace significa anche responsabilità. Nel corteo non mancano i fischi ai «guerrafondai» del centro sinistra.

15 L’ex-sottosegretario Micheli, braccio destro di Prodi ai tempi del governo, interviene nel dibattito politico e parla di un centro sinistra da rifare, schierandosi per il progetto prodiano di partito unico.
Rutelli replica che la Margherita rilancerà la coalizione fondata da Prodi.

16 Dopo le polemiche sui pacifisti che hanno sfilato ad Assisi, Berlusconi annuncia che farà sua l’idea lanciata da Giuliano Ferrara su «Il Foglio» perché si tenga una manifestazione di solidarietà agli Stati Uniti.

17 Roberto Antonione è il nuovo coordinatore nazionale di Forza Italia. Dopo tanti ripensamenti Berlusconi ha così scelto il successore di Scajola. Antonione sarà affiancato da una «consulta del presidente».

19 La Cassazione assolve Berlusconi. Nel ’94, quando era primo ministro, fu accusato di concorso in corruzione per presunte tangenti alla Guardia di finanza per fatti precedenti.
Il premier si dice soddisfatto, ma ricorda che quella vicenda «cambiò la storia d’Italia». Si riaprono le polemiche sulla giustizia e si inasprisce lo scontro tra maggioranza e opposizione.

25 Il governo pone la fiducia nella votazione sul decreto per il rientro dei capitali dall’estero. Alla Camera il clima teso sfocia quasi in una rissa. Il provvedimento passa.

26 Fa discutere la proposta lanciata dall’ex-presidente della Camera Violante circa l’apertura di una discussione su Tangentopoli e gli anni novanta. I più critici sono proprio gli esponenti della sinistra, tanto che la stampa parla di un «processo» a Violante.
A sorpresa Berlusconi annuncia alla Camera che l’Italia potrebbe uscire dal progetto per la costruzione dell’Airbus europeo, un aereo militare considerato il primo passo verso un progetto di difesa comune tra i paesi dell’Ue. La pensa diversamente il ministro Ruggiero e per la prima volta si parla di possibili dimissioni di quest’ultimo.
Il ministro delle Comunicazioni Gasparri boccia la cessione del 49% della Rai-way, una società di impianti della Rai, alla texana Crown Castle. L’Ulivo insorge perché teme si tratti di una mossa per indebolire il servizio pubblico che puntava sulla cessione per rafforzare la tv di stato. Rutelli si appella a Ciampi.

28 Il presidente dell’Associazione magistrati, Gennaro, riapre lo scontro con governo e maggioranza sostenendo che c’è un complotto contro i giudici. An e FI replicano sostenendo che si tratta solo di mania di persecuzione ma i Ds considerano fondato il sospetto di Gennaro.

29 La stampa tedesca attacca il presidente dell’Ue Prodi, sostenendo che è «maldestro» e che «guarda troppo a casa sua». A difesa di Prodi si schiera inaspettatamente Berlusconi, affermando che in Europa esiste una lobby contro l’Italia.

Novembre

4 Vertice a Londra sul terrorismo tra Inghilterra, Germania e Francia. Polemiche per l’esclusione dell’Italia che alla fine viene però invitata, insieme con la Spagna e altri paesi europei.

7 Il parlamento concede il via libera all’invio di militari in Afghanistan. I due documenti della maggioranza e dell’Ulivo approvati separatamente e con astensioni incrociate, come un mese prima. Complessivamente sono 513 i sì all’intervento: l’Italia entra così in guerra al fianco di Usa e Inghilterra. Si oppongono Rifondazione comunista, Verdi, Comunisti italiani, sinistra Ds.

8 Massimo D’Alema commenta l’assoluzione di Silvio Berlusconi decretata dalla Cassazione: «Chiedo scusa al cittadino Silvio Berlusconi che è stato accusato senza prove. Però, non chiedo scusa al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, perché la sentenza dimostra che la Fininvest ha corrotto la Guardia di Finanza».

10 A Roma corteo dei no global contro la guerra e contemporanea manifestazione di piazza pro Usa, organizzata da «Il Foglio» di Ferrara e fatta propria dalla Casa delle libertà. L’opposizione di centro sinistra, malgrado gli appelli, non partecipa.

11 Nelle elezioni regionali molisane, svoltesi dopo l’annullamento delle precedenti consultazioni decretato da Tar e Consiglio di stato, vince nettamente la Casa delle libertà. Forte affermazione dei partiti centristi, Ccd, Cdu e Democrazia europea. Prende corpo l’ipotesi di rinascita della Dc.

14 Alla conclusione del vertice italo-spagnolo, davanti alla stampa iberica, Berlusconi torna su Tangentopoli parlando di epoca da «guerra civile» messa in atto dalle «toghe rosse spinte a far politica dal Pci». Dura la replica del centro sinistra che parla di Berlusconi come di un masochista farneticante senza senso dello stato. L’Ulivo invoca l’intervento del capo dello stato Ciampi.

16 A Pesaro si apre il congresso nazionale dei Ds. Piero Fassino, sconfiggendo Berlinguer, è il nuovo segretario della Quercia.
Nella sua relazione indica decisamente la strada dell’approdo, il socialismo europeo. Scongiurata ogni ipotesi di scissione.
Massimo D’Alema è confermato – dopo un forte dibattito e con l’opposizione del «correntone» di Berlinguer, Mussi e Salvi – alla presidenza del partito; nel suo intervento gli osservatori leggono un riavvicinamento a Prodi e un distacco da Amato.

18 Scoppia il caso Taormina: dopo l’assoluzione di Berlusconi, decretata dalla Cassazione, il sottosegretario agli Interni, riferendosi ai magistrati milanesi che formularono le accuse di corruzione, invoca l’arresto per «quei» giudici. Berlusconi era accusato di aver pagato la Finanza per ammorbidire i controlli. L’Associazione nazionale magistrati protesta, il centro sinistra chiede le dimissioni di Taormina e presenta due mozioni di sfiducia.
Anche Buttiglione, ministro del governo Berlusconi, e altri esponenti centristi della Casa delle libertà chiedono di fatto le dimissioni. Il premier prende tempo.

20 La Camera licenzia la legge di attuazione per il voto degli italiani all’estero che rende operative le modifiche alla Costituzione con le quali è stata istituita la circoscrizione «Estero». Il numero dei parlamentari da eleggere è diciotto, dodici deputati e sei senatori.

22 La «guerra» tra settori di Forza Italia e magistratura milanese continua: Cesare Previti, senatore degli azzurri e ministro della Difesa nel primo governo Berlusconi, imputato nel processo Imi-Sir, ricusa i giudici e revoca il mandato ai propri legali. Il presidente Ciampi interviene invitando a rispettare la separazione dei poteri e lanciando un monito a proposito dell’autonomia dei magistrati. Molti osservatori leggono nelle parole del capo dello stato una «tirata d’orecchie» a Taormina. Berlusconi, pressato dai suoi alleati di governo, da An e dal Ccd, si riserva di decidere sul destino del sottosegretario Taormina.

23 Il ministro del Lavoro Maroni mette a punto il piano di riforma previdenziale: possibilità di lavorare fino a 70 anni, incentivazione delle pensioni integrative e destinazione facoltativa di parte del Tfr nel fondo pensione sono i cardini del progetto. Parte il confronto con i sindacati, ma subito si accende la polemica sulla riforma dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori.

25 In An si apre un dibattito sul futuro del partito. La leadership di Fini non è in discussione, ma le due principali anime si scontrano sull’ipotesi di confluire nel Partito popolare europeo, auspicata da Destra protagonista, la corrente di La Russa e Gasparri, seguaci di Fini. Destra sociale di Storace e Alemanno lo esclude.
Il presidente della Camera Casini, riferendosi alla Dc, parla di stagione nobile, ma irripetibile. Sembra una risposta a quanti lavorano per ricostruire un forte partito centrista, riunificando Ccd, Cdu e Democrazia europea di D’Antoni.

27 Elezioni amministrative in Sicilia: débâcle del centro sinistra, la Casa delle libertà conquista Palermo, la Provincia di Ragusa e venticinque tra i comuni interessati.
Il Csm vota a larga maggioranza un documento per difendere l’autonomia dei magistrati. Nel testo critiche per le accuse di Taormina che «rischiano di incrinare la fiducia dei cittadini e sono manifestazioni di radicale insofferenza per l’esercizio della giurisdizione, tanto più gravi in quanto provengono anche da soggetti investiti di responsabilità istituzionali».

Dicembre

1 Riunione congiunta delle direzioni nazionali di Ccd, Cdu, Democrazia europea in vista della ricostituzione di un partito centrista.

2 Pecoraro Scanio, eletto presidente dei Verdi al congresso di Chianciano, apre a Rifondazione e al movimento no global i cui leader, Casarini e Agnoletto, sono invitati a parlare dal palco.
Vengono applauditi dall’ala sinistra del movimento, fischiati dagli ulivisti, com’era accaduto il giorno prima per Rutelli, a parti invertite.

4 Arriva nell’aula del Senato il caso Taormina e il sottosegretario si dimette. Due le mozioni dell’opposizione (Ulivo e Rifondazione comunista) mentre la Casa delle libertà, prima spaccata, ritrova l’unità su un documento in cui si ribadiscono, con toni più moderati, le accuse a quei magistrati che usano la giustizia a scopi politici. Il giorno successivo il ministro Castelli rinnova le critiche ai magistrati della Procura milanese, scatenando la reazione del centro sinistra e provocando un nuovo caso. Angius, capogruppo dei senatori Ds, chiede le sue dimissioni.

5 Berlusconi, sulla scia dello scontro al Senato, annuncia di voler accelerare il processo di riforma della giustizia; le carriere di pubblico ministero e giudice saranno separate, il sistema elettorale del Csm sarà riformato. I vertici dell’Associazione nazionale magistrati annunciano le dimissioni per protesta.

6 Il ministro della Salute Sirchia avvia il confronto con i sindacati per la riforma del sistema sanitario. Si vuole superare la riforma Bindi, che prevedeva l’obbligo di opzione per i medici liberi professionisti che lavorano nelle strutture pubbliche.

7 Tensioni tra Italia e Ue sul tema della giustizia. L’Italia si oppone al mandato di cattura europeo, e propone di restringere drasticamente il numero dei reati per cui sarà applicato. La posizione è criticata dal Belgio, presidente di turno dell’unione, e anche dall’opposizione «interna» di centro sinistra. A Bruxelles si studiano le possibilità di procedere senza l’Italia.

10 La Fiat annuncia un drastico piano di ristrutturazione per fare fronte alla crisi del mercato dell’auto: in due anni previste razionalizzazioni in diciotto stabilimenti, due dei quali in Italia. Seimila i licenziamenti previsti, tutti all’estero. Il giorno dopo i titoli della galassia Fiat crollano in Borsa, i sindacati esprimono forti preoccupazioni, ma l’agenzia Moody’s conferma la fiducia.

11 Al termine di un incontro a Roma tra Berlusconi e il premier belga Verhofstadt l’Italia dice sì al mandato di cattura internazionale che entrerà in vigore, però, solo dopo la modifica della Costituzione italiana. Il caso si chiude, ma per l’opposizione si tratta di un brusco dietro front. Prodi – presidente Ue – si dice ugualmente soddisfatto dell’epilogo della vicenda.

13 Il governo approva il disegno di legge costituzionale sulla devolution, che trasferisce competenze esclusive alle Regioni in materia di scuola, sanità e polizia locale. Il testo è uno storico cavallo di battaglia della Lega.
Il presidente del Senato Marcello Pera riceve il vertice dell’Associazione nazionale magistrati. Al termine dell’incontro il presidente dell’Anm Gennaro parla di un clima che si va rasserenando dopo le polemiche delle settimane trascorse.

15 Al vertice europeo di Laeken Amato, candidato italiano per la presidenza della Convenzione sulla riforma dei trattati dell’Unione europea – l’organismo che deve approntare la riforma delle istituzioni dell’Unione – sconfitto dal francese Valéry Giscard d’Estaing. Si aprono polemiche perché il governo italiano non avrebbe sostenuto fino in fondo la candidatura di Amato, accortosi che non sarebbe passata o perché «barattata» con l’Agenzia alimentare europea da insediare a Parma.

16 A Bellaria si chiude il congresso dei Comunisti italiani. Diliberto confermato segretario, Cossutta presidente. Polemiche per l’assenza di Rutelli, Diliberto rifiuta nuovamente l’ipotesi di un partito unico della sinistra e rilancia sulla federazione dei partiti.

18 Il Senato approva la Commissione bicamerale d’inchiesta sul dossier Mitrokhin. A favore hanno votato i gruppi della Casa delle libertà, la Margherita, lo Sdi e i Verdi; contrari i Ds, Pdci e Rifondazione.

20 Definitivo via libera del Senato al voto degli italiani all’estero.
Diciotto parlamentari saranno eletti nella circoscrizione «Estero».

21 Alla tradizionale conferenza stampa di fine anno, Berlusconi sostiene che il suo governo ha fatto più di chiunque altro. E ribadisce la volontà di andare avanti contando sulla sola maggioranza anche sui temi più delicati come la giustizia.

22 La finanziaria viene approvata al Senato.

26 Il ministro Gasparri annuncia un libro bianco sulla Rai, nel quale denuncerà tutte le «malefatte» della sinistra. L’annuncio arriva dopo il suo intervento, polemico e per taluni censorio, in diretta alla trasmissione di Raidue «Quelli che il calcio».

31 Nel tradizionale messaggio di fine anno il presidente Ciampi torna a invitare le forze politiche al dialogo e ammonisce nuovamente sull’indivisibilità dell’Italia. Richiami anche alla separazione dei poteri, cardine della democrazia. Non potevano mancare riferimenti ai fatti dell’11 settembre e alla nascita dell’euro. I commenti delle forze politiche sono tutti positivi.