Gli avvenimenti del 1999

Gennaio

2  Soddisfazione italiana per la nascita dell’Euro. Il messaggio presidenziale viene interpretato come la ricandidatura di Scalfaro ad un secondo mandato.

3   Cossiga candida Amato contro Prodi alla presidenza della Commissione europea.

4  L’Euro vola; la Borsa di Milano s’impenna. Il fabbisogno dello Stato nel 1998 è aumentato di 6.000 miliardi.

5  L’Euro frena. D’Alema afferma che il governo candiderà Prodi alla presidenza della Commissione europea.

6   Si discute di una proposta di legge elettorale a doppio turno di collegio presentata dal ministro Amato. Prodi si dichiara indisponibile a scambiare l’Ulivo per la presidenza dell’Ue.

8   Il primo presidente del Consiglio post-comunista fa visita al Papa in Vaticano. Il centro-sinistra raggiunge un «orientamento condiviso» sulla proposta elettorale che Amato sottoporrà al Polo. Soddisfazione di verdi e popolari; perplessità dei democratici di sinistra.

9   Cossiga afferma che sosterrà Prodi come «indipendente» per la presidenza della Commissione europea se abbandonerà la «carogna» dell’Ulivo e candida Marini alla presidenza della Repubblica se rimane «immacolato», cioè se non si farà macchiare dall’Ulivo.
Esplosione di episodi di microcriminalità a Milano e Napoli.

11   Nella sua conferenza stampa del lunedì, il presidente del Consiglio afferma che molto si è già fatto contro la criminalità e rassicura tutti.

13   Prodi annuncia che presenterà una lista alle elezioni europee insieme al movimento di Di Pietro «Italia dei valori» e ai sindaci di «Centocittà». Forte irritazione dei popolari; critiche dai diessini.

15   La direzione dei popolari non risolve il rebus dei rapporti con Prodi e respinge ogni alleanza con Di Pietro.

16   I sindaci chiedono alla Corte costituzionale di dichiarare ammissibile il referendum elettorale.  Decine di migliaia di persone marciano con il Polo a Milano contro la criminalità. Dopo due mesi di soggiorno da sgradito ospite, il leader curdo Ocalan se ne va dall’Italia.

19   La Corte costituzionale dichiara ammissibile il referendum elettorale. L’incontro dei componenti della coalizione dell’Ulivo si conclude con una riaffermazione della validità dell’esperienza. Cossiga minaccia di ritirare i ministri dell’Udr dal governo.

20   Dopo una giornata convulsa, i ministri dell’Udr rimangono nel governo D’Alema, ma Cossiga annuncia le sue dimissioni dalla presidenza del partito.

21   Scontro televisivo fra Prodi e Marini sul futuro del centro dell’Ulivo, cioè del centro e dell’Ulivo.

22   Veltroni chiede esplicitamente a Prodi di rinunciare a presentare una lista con Di Pietro e i sindaci alle elezioni europee.

24   Prodi annuncia che non può «rimanere fermo un giro» e che il progetto dell’Ulivo per una democrazia maggioritaria e bipolare richiede continuità di azione politica.

26   D’Alema, alla Bocconi, auspica maggiore flessibilità per i lavoratori. Forti critiche sindacali e politiche.

27   D’Alema chiarisce che la flessibilità consiste nel dare occupazione e non nel licenziare e invita gli imprenditori a investire i loro profitti. Riprende il dibattito sulla proposta elettorale di Amato.

28   La Camera vota la procedura d’urgenza per l’ennesima legge sul finanziamento dei partiti. Contrari: Alleanza nazionale, Forza Italia e il movimento Italia dei valori di Antonio Di Pietro.

29   Durissimo diverbio fra un innervosito D’Alema e Prodi sulla paternità dell’Ulivo. Ulteriore divaricazione fra Prodi e Marini.

30   Fazio si esprime a favore della flessibilità del lavoro e della stabilità politica. Cofferati ribadisce che «i diritti dei lavoratori non si vendono».

31   Veltroni tende un ramoscello d’Ulivo a Prodi e ai sindaci delle Centocittà: non sono nemici. Casini candida un tecnico per il Polo a palazzo Chigi, non Berlusconi.

Febbraio

1   Amato critica duramente le divisioni nell’Ulivo e dell’Ulivo, parlando di «centopadelle». Continua a circolare il suo nome per la presidenza della Commissione europea e per la presidenza della Repubblica.

2   Veltroni propone una lista unica che vada dall’Udr ai comunisti italiani per le elezioni amministrative. Accoglienza molto tiepida.

3    Durissimo scontro alla Camera sulla fecondazione assistita: il fronte dei cattolici trova sostenitori in tutta Alleanza nazionale e in gran parte di Forza Italia.
La Commissione europea sostiene che i conti pubblici italiani non sono in ordine. D’Alema afferma che non ci sarà alcuna manovra aggiuntiva.

5   Prodi lancia la lista «Democratici per l’Ulivo» con Di Pietro e i sindaci delle Centocittà per le elezioni europee. Costernazione e critiche dai popolari e da Veltroni. Cossiga ricandida Amato alla presidenza della Commissione europea.

6   Prodi ribatte ai suoi critici che «competition is competition». Veltroni rilancia: primarie nella coalizione dell’Ulivo per scegliere il candidato-premier.

8   L’Europa promuove l’Italia, ma chiede di accelerare le privatizzazioni e di riformare le pensioni.

9   Il governo decreta un’ennesima maxisanatoria per 250.000 immigrati.

12   La maggioranza parlamentare trova l’accordo su una proposta di riforma elettorale, doppio turno di collegio con ballottaggio e limitato recupero proporzionale, che ottiene un inusitato sostegno dal presidente del Consiglio in persona. La proposta si tradurrà in un disegno di legge del governo.

13   Prodiani, dipietristi e sindaci delle Centocittà accelerano il processo di fusione dei rispettivi movimenti. A Milano, manifestazione organizzata dai sindacati per la tolleranza nei confronti degli immigrati.

15   Il presidente della giunta regionale dell’Emilia-Romagna Antonio La Forgia si dimette dalla carica e lascia i Democratici di sinistra aderendo a i Democratici di Prodi.
Scontro aperto sulla proposta elettorale Amato-D’Alema. Fini vuole il referendum. Si teme un ingorgo istituzionale: referendum elettorale, elezione presidenziale, elezioni europee e amministrative. Si parla di fine anticipata del mandato di Scalfaro e di candidatura di D’Alema al Quirinale.

17   Berlusconi annuncia l’ostruzionismo contro la proposta elettorale di Amato. D’Alema afferma che il movimento di Prodi è «roba da prima Repubblica».

18   Cossiga lascia l’Udr e si iscrive al gruppo misto del Senato. Marini ripete che non vuole morire socialdemocratico.

19   Il Consiglio dei ministri fissa la data del referendum elettorale al 18 aprile. D’Alema accusa Prodi di creare un «partito-taxi». L’Olivetti lancia un’offerta pubblica d’acquisto da 100.000 miliardi sulla Telecom.

20   L’Italia dei valori confluisce nel movimento di Prodi che Di Pietro riconosce come leader.

22   La Consob dichiara tecnicamente «non ammissibile» l’o.p.a. di Olivetti su Telecom.

23   Il presidente di Confindustria Fossa chiede al governo di essere neutrale fra Telecom e Olivetti. Pressioni su Prodi affinché rinunci alla presidenza della Commissione europea. D’Alema lo ricandida, ma Aznar reagisce con freddezza.

24   L’Udr si sfarina: scontro fra il presidente Buttiglione e il segretario Mastella. La Camera vota a favore della fecondazione eterologa delle coppie di fatto; violento editoriale de «l’Osservatore romano».

25   L’amministratore delegato di Telecom Bernabé contrattacca. Il presidente della Consob Spaventa va da D’Alema a palazzo Chigi. Secondo un sondaggio, il referendum elettorale rischia di non raggiungere il quorum.

26   I popolari decidono di presentarsi da soli alle elezioni europee.

27   È un asinello rampante il simbolo de i Democratici per l’Ulivo. La Consob dà il via libera all’o.p.a. di Olivetti su Telecom.

28   D’Alema ricandida Scalfaro al Quirinale per due anni, a completamento delle riforme.

Marzo

1   Reazioni negative alla proposta di D’Alema; persino dai popolari che vogliono un mandato pieno. Fallimento completo del tentativo di Boselli di riabilitare Craxi al Congresso dei partiti socialisti europei. Risale la candidatura di Prodi alla presidenza della Commissione europea sostenuta anche da Blair.

3   Amato rilancia il federalismo. Prodi si esprime contro la legge sul finanziamento pubblico ai partiti in aula alla Camera e fa causa ai popolari per ottenere quanto di sua spettanza dopo la divisione.

4   Durissimo scontro alla Camera fra il centro-destra e il centro-sinistra sul finanziamento ai partiti. Achille Occhetto con gli ulivisti e alcuni esponenti popolari lancia «Associazione 14 giugno» per la ricomposizione, in forme diverse, del centro-sinistra. Veltroni dichiara di non sentire il bisogno di altri guastatori. Indignazione per la sentenza della Corte marziale americana che assolve il pilota responsabile della tragedia del Cermis.

5   Allarme di Fazio per i conti pubblici. Ciampi lo smentisce. Si apre l’assemblea dei radicali «per la rivoluzione liberale e gli Stati Uniti d’Europa». Un comitato candida Emma Bonino al Quirinale.

6   Emma Bonino accetta di essere candidata alla presidenza della Repubblica. Sorpresa dei partiti che offrono immotivate candidature alternative.

8   Contrasti fra governo, imprenditori e sindacati sullo stato di (non) attuazione del «patto sociale».

9   Il governo rilancia il federalismo e annuncia una modifica costituzionale per il riequilibrio della rappresentanza di genere.
La procura di Palermo chiede alla Camera dei deputati l’autorizzazione all’arresto del deputato di Forza Italia Marcello Dell’Utri, già sotto processo, per inquinamento delle prove.

11   La Camera approva in prima lettura la legge sui cospicui rimborsi elettorali. Durissimo attacco di D’Alema al partito di Prodi, accusato di essere privo di radici europee.

12   Veltroni delinea in sette punti l’identikit del candidato presidente della Repubblica: è Carlo Azeglio Ciampi.

13   Congresso de i Verdi: al governo fin che si può, con una verifica dopo le elezioni europee. Scalfaro annuncia la sua disponibilità a dimettersi prima della fine del mandato. Il sottosegretario Giarda esclude una manovra finanziaria correttiva.

14   Plausi alle preannunciate dimissioni di Scalfaro. I popolari criticano Veltroni per la candidatura di Ciampi senza previe consultazioni. Manconi rieletto portavoce dei verdi.

16   Parere favorevole dei partiti, tranne Rifondazione comunista e i Verdi, alle dimissioni anticipate di Scalfaro. Salgono le quotazioni di Prodi alla presidenza della Commissione europea. Berlusconi attacca la sinistra e i magistrati.

17   Francesco Saverio Borrelli, nominato procuratore generale di Milano, lascia il pool di «mani pulite».

18   Bertinotti apre il congresso di Rifondazione comunista.

19   D’Alema chiede agli industriali di avere fiducia. Prodi disponibile per la presidenza della Commissione europea se l’incarico sarà «non temporaneo, non provvisorio, non condizionato».

21   Bertinotti, rieletto segretario di Rifondazione, minaccia la crisi se il governo non si opporrà all’intervento della Nato in Kosovo. Il sistema bancario italiano tenta di riorganizzarsi con i progetti di fusione fra Unicredit e Comit e fra San Paolo-Imi e Banca di Roma.

24   Il Consiglio dei ministri europei designa Prodi alla presidenza della Commissione di Bruxelles. Iniziano gli attacchi Nato alla Serbia di Milosevic.

25   Tra lo sconcerto degli alleati, D’Alema chiede la cessazione dell’intervento Nato in Serbia e il «ritorno alla politica».

26   Con qualche dissenso tra i parlamentari della maggioranza, Camera e Senato approvano la mozione del governo che chiede «trattative subito» con Milosevic. Scalfaro annuncia che, forse, non si dimetterà in anticipo.

27   Manifestazioni contro la Nato e contro il governo; tentato assalto a Botteghe oscure. Convention per lanciare l’Asinello di Prodi in Europa.

28   Marini afferma che i popolari hanno l’uomo e la donna giusti per il Quirinale.

29   Il comitato del «no» al referendum elettorale suggerisce che l’astensione è una forma di voto.

30   Caselli annuncia che lascerà la procura generale di Palermo alla fine del processo ad Andreotti. In un discorso televisivo, D’Alema ribadisce il sostegno italiano all’intervento della Nato contro la Serbia.

Aprile

1   Comunisti italiani e verdi premono sul governo per una tregua pasquale ai bombardamenti Nato. Cossutta minaccia le dimissioni dei suoi ministri. Divisioni all’interno dei democratici di sinistra. Il comitato del «sì» al referendum annuncia un rilancio della sua propaganda.

3   Comunisti italiani e Verdi restano nel governo per «vigilare».

6   Bossi invita ad astenersi dal votare il referendum elettorale.

7   Continua il nervosismo e continuano le prese di distanza dal governo di verdi e comunisti italiani. Cossutta, finalmente, a Mosca.

8   I pubblici ministeri di Palermo chiedono la condanna di Andreotti a quindici anni di carcere. La giunta per le Autorizzazioni a procedere della Camera salva Dell’Utri con il voto decisivo dei popolari. Berlusconi non prende posizione in merito al referendum elettorale.

9   Due ore di visita di Cossutta a Milosevic che non gli concede nulla. Berlusconi latitante al vertice del comitato del «sì» al referendum. Dini delinea una sua politica estera a latere di quella del governo.

10   Manca il numero legale all’assemblea degli azionisti Telecom convocati per decidere sull’o.p.a. di Olivetti. I radicali a congresso lanciano 20 nuovi referendum.

13   Di fronte al Parlamento europeo, Prodi annuncia che non sarà candidato alle elezioni europee.

15   Prodi dichiara che chi vota no al referendum elettorale si mette fuori dall’Ulivo.

17   Si diffondono voci su un accordo fra Telecom e Deutsche Telekom. Il governo italiano appare favorevole.

18   Il referendum elettorale non raggiunge il quorum per meno di 200 mila voti. Hanno partecipato soltanto il 49,6% degli aventi diritto.

19   Durissima critica di D’Alema al senatore Di Pietro. Riprendono fiato i proporzionalisti. Marini ricandida Scalfaro.

20   Bagarre per il Quirinale. Veltroni disposto a rieleggere Scalfaro; Marini afferma che il suo candidato è Mancino. Fini prende le distanze da Berlusconi.

21   Veltroni si oppone a qualsiasi allargamento del governo a Berlusconi, come prospettato da Marini. Il governo dà il via libera, con qualche riserva, all’operazione Telecom-Deutsche Telekom.

22   Prodi nega a popolari e Ds l’uso del simbolo dell’Ulivo per le elezioni europee. An decide per liste comuni con il movimento di Segni alle elezioni europee. 170 parlamentari della maggioranza si oppongono a qualsiasi intervento di terra in Serbia.

24   Prodi chiede all’Ulivo un impegno comune in Italia e in Europa: reazioni negative soprattutto dei popolari.

26   Presentati i simboli delle liste per le elezioni europee: nessuno utilizzerà quello dell’Ulivo.

28   Veltroni rigetta la richiesta del Polo di una rosa di nomi per il Quirinale e chiede al centro-sinistra di convergere su una sola candidatura.

29   L’Euro ai suoi minimi storici. Vola Wall street.

30   Il pubblico ministero di Perugia chiede l’ergastolo per Andreotti come mandante dell’omicidio Pecorelli. Diffuse e immotivate solidarietà politiche.

Maggio

2   Alla messa per padre Pio, il Papa benedice Andreotti.

3   Cossiga afferma che i popolari non hanno abbastanza filo da tessere, ma abbastanza da ingarbugliare il filo degli altri.

4   Serio contrasto fra il ministro Piazza e il sottosegretario Bassanini sulla riorganizzazione dei ministeri e dell’amministrazione pubblica.

5   Prodi riceve il voto di approvazione dal Parlamento europeo con minor sostegno del previsto.

7   Il Polo chiede un presidente bipolarista, non ostile al presidenzialismo e a termine.

10   È scontro fra Marini, che candida Rosa Russo Iervolino, e Veltroni, che sostiene Ciampi e dichiara inoltre che Amato non rappresenta la sinistra.

12   Dopo la mediazione condotta da D’Alema, il Polo annuncia che voterà Ciampi come presidente della Repubblica fin dalla prima votazione.

13   Il ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi è eletto presidente della Repubblica al primo scrutinio. Soddisfazione della stampa e della classe politica, tranne i popolari. Giuliano Amato lo sostituisce al Tesoro.

14   Verdi, popolari e parte dei Ds tornano a chiedere una tregua dei bombardamenti Nato.

15   Scalfaro si dimette in anticipo per consentire un rapido insediamento di Ciampi. Durissima polemica fra D’Alema e Prodi.

18   La Cassazione sospende la ratifica della bocciatura del referendum elettorale. Ciampi: «sarò il garante di tutti».

19   Ucciso a Roma da sedicenti Brigate rosse l’avvocato Massimo D’Antona, ex sottosegretario e consulente del ministro Bassolino. Approvato al Senato il controverso provvedimento per il finanziamento dei partiti.

20   L’omicidio di D’Antona è rivendicato dalle Brigate rosse.

21   Bertinotti sostiene che alcune parti del documento delle Br sono «condivisibili».

22   Olivetti vince l’o.p.a. su Telecom acquisendo il 51% delle azioni. D’Alema afferma che le Br sono solo assassini.

23   Fondato l’Udeur: Mastella segretario; Irene Pivetti presidente.

24   Durissimo attacco di Andreatta a Marini. L’Ecofin chiede all’Italia di mantenere l’obiettivo del 2% nel rapporto deficit/Pil.

25   Amato convince l’Ecofin che il deficit rimarrà al 2,4% del Pil. Ciampi incontra i vertici istituzionali e politici per fare il punto sulle riforme. Il consiglio di amministrazione della Telecom si dimette.

27   Fossa esprime apprezzamento per l’attività del governo.

30   Marini chiede la verifica di governo per il dopo elezioni europee e Boselli lo sostiene.

31   Il governatore della Banca d’Italia chiede risparmi su sanità e pensioni, rilancio degli investimenti, più riforme e meno tasse. D’Alema prevede un lunghissimo periodo di stabilità e di proficuo lavoro per il suo governo. Nuovi contrasti fra Berlusconi e Fini sulla strategia e la leadership del Polo.

Giugno

1   Migliorano i conti pubblici: deficit ridotto di 10.700 miliardi. D’Alema indica il percorso delle riforme: federalismo, nuovo processo, nuova forma di governo e legge elettorale attraverso l’art. 138 della Costituzione.

3   Secondo Berlusconi il centro-sinistra è sfasciato; secondo Veltroni il Polo è molto diviso al suo interno.

5   Berlusconi e Fini affermano che D’Alema ha il dovere politico e morale di dimettersi se le elezioni europee segnano un arretramento del centro-sinistra.

6   Verifica, rimpasto e/o crisi di governo ancora all’ordine del giorno delle elezioni europee.

8   Berlusconi sostiene che D’Alema avrebbe il dovere politico e morale di dimettersi se il centro-sinistra non raggiunge il 40% alle elezioni europee.

9   D’Alema non crede che il paese voglia «mandarlo a casa».

10   Duello Prodi/D’Alema sul partito unico dei riformisti: nei socialisti europei o in una diversa e nuova casa comune?

11   Veltroni vuole rifondare l’Ulivo e rilanciare il riformismo. Tensioni fra Berlusconi, che accusa Segni di dire fandonie, e Fini che non vuole accordi neoconsociativi con la sinistra.

13   Forza Italia primo partito alle elezioni europee; male Fini con Segni; malino i democratici di sinistra; vola la Lista Bonino che fa meglio de i Democratici di Prodi.

14   Dall’alto dei suoi tre milioni di preferenze, Berlusconi chiede le dimissioni del governo; D’Alema replica che il centro-sinistra ha superato il 40%. Marini, Manconi e Bossi annunciano le loro dimissioni. Emma Bonino offre i suoi voti a chi si impegni alla «rivoluzione liberale».

15   Nei comuni e nelle province, il centro-sinistra sopravanza il Polo. Ballottaggio a Bologna.

16   Tesa riunione della direzione di Alleanza nazionale, alla quale Fini si presenta dimissionario.

17   Fini lancia una campagna referendaria: 650 mila firme contro la quota proporzionale e il finanziamento dei partiti e congela le sue dimissioni.

18   Emma Bonino dà sette giorni di tempo a Prodi per decidere della sua riconferma alla Commissione europea.

19   Pannella chiede le dimissioni di Prodi da presidente designato della Commissione poiché è cambiata la maggioranza nel Parlamento europeo.

20   «Plebiscitato» alla guida della Lega, Bossi abbandona la secessione e si dichiara disponibile ad accordi con il Polo.

21   Bassolino torna a fare il sindaco di Napoli; Cesare Salvi nominato ministro del Lavoro; Antonio Maccanico alle Riforme istituzionali. D’Alema condanna il neocentrismo e la deriva proporzionalistica e annuncia che chiederà un dibattito parlamentare sul suo governo. Una dichiarazione di Prodi sull’inflazione italiana affonda l’Euro.

22   La riforma della legge elettorale è, secondo Veltroni, la vera emergenza. Il presidente della commissione Antimafia Del Turco critica i pentiti e i giudici antimafia.

23   Duro scontro fra D’Alema (e Amato) che vogliono riformare il sistema pensionistico e i sindacati che rispondono no.

24   Veltroni difende i sindacati. Emma Bonino si chiama fuori da un incarico Onu nel Kosovo e dà sette giorni a Prodi per riconfermarla alla Commissione europea.

25   D’Alema afferma di «fare delle cose di sinistra».

28   Il Polo vince la maggioranza dei ballottaggi nelle amministrazioni locali: il sindaco a Padova e Arezzo, il presidente della provincia di Milano. Per la prima volta dal dopoguerra, la sinistra perde il comune di Bologna; vince Giorgio Guazzaloca, appoggiato dal Polo. Berlusconi afferma che il governo D’Alema è «abusivo, perdente e minoritario».
Veltroni sostiene che la riforma delle pensioni va concordata con i sindacati.

29   I democratici di sinistra reclamano autonomia dal governo D’Alema. Il governo ridimensiona la manovra nel Dpef. Amato boccia la candidatura di Emma Bonino alla Commissione europea.

30   Il Dpef non contiene riforme. Berlusconi si dichiara candidato-primo ministro e attacca gli «omuncoli della politica».

Luglio

1   Cofferati boccia il Dpef e D’Alema sostiene che non farà marcia indietro.

2   Prodi e D’Alema confermano Mario Monti alla Commissione europea. Vibranti proteste «anti-partitocratiche» di Emma Bonino e Marco Pannella che invitano la Confindustria ad appoggiare i loro referendum «liberali».

3   Mauro Zani viene eletto segretario pro tempore dei democratici di sinistra di Bologna al fine di ristrutturare il partito prima del congresso di novembre. In un clima infuocato, Manconi conferma le sue dimissioni da portavoce dei verdi.

4   Martinazzoli propone di sciogliere i popolari al nord e di ricominciare da capo. Monti suggerisce a D’Alema un patto per le pensioni.

6   Alla Camera, D’Alema rilancia le riforme sociali e istituzionali, la coalizione, il governo. Scettico il Polo sull’operosità di una maggioranza divisa.

8   Fazio chiede interventi sulle pensioni per ridurre la pressione fiscale. Visco sostiene che è possibile, attraverso il recupero dell’evasione, soltanto una ridistribuzione del carico fiscale. In Veneto, Ciampi propaganda il federalismo.

9   Il direttore generale di Confindustria, Innocenzo Cipolletta, afferma che il governo può riformare le pensioni anche senza il consenso dei sindacati. In dissenso con il ministro del Tesoro Amato, si dimette il sottosegretario Laura Pennacchi. Con una polemica relazione e senza autocritica, si dimette il segretario dei popolari Franco Marini.

10   Il ministro dei Trasporti Treu precetta gli scioperanti delle ferrovie e degli aerei; critiche di Cisl e Uil.

11   Il consiglio nazionale del Partito popolare congela le dimissioni di Marini e convoca l’assemblea congressuale per metà settembre. La Fiat festeggia cento anni di vita.

12   Il commissario europeo Mario Monti e il Fondo monetario internazionale insistono affinché venga fatta la riforma delle pensioni in Italia.

14   La Camera concede al tribunale di Palermo di utilizzare le intercettazioni delle telefonate fra il deputato Dell’Utri e un pentito di mafia. Ciampi insiste sulle riforme istituzionali e D’Alema insiste sulla riforma delle pensioni. Forti dissensi fra Cisl e Cgil sulla regolamentazione degli scioperi nei trasporti. L’Istat individua 2 milioni e mezzo di famiglie sotto la soglia della povertà.

15   Disgelo fra D’Alema e Prodi e quattro ore di colloquio fra Veltroni e Parisi per raggiungere un accordo affinché il governo duri fino a fine legislatura.

18   Il ministro del Tesoro Amato critica i sindacati per il loro conservatorismo sociale.

20   Raggiunto alla Camera, dopo giorni di tensioni, un accordo sul giudice unico che salva i processi in corso. Cofferati chiude ancora una volta il discorso su qualsiasi riforma delle pensioni, rimandata alla verifica prevista nel 2001.

21   Il presidente della Repubblica Ciampi incontra i segretari di Cgil, Cisl e Uil per rilanciare la concertazione. Al Maurizio Costanzo show, il presidente del Consiglio ripete che è necessario riformare le pensioni.

23   Subito bocciata la proposta del ministro degli Interni Jervolino di mandare i soldati di leva a presidiare gli arrestati a domicilio.

24   Il Cdu di Buttiglione, meno il ministro Folloni, lascia la maggioranza e afferma di voler «rifare la Dc». I verdi non riescono ad eleggere il nuovo portavoce.

25   Rissa al congresso della Lega. Bossi rilancia flebilmente la secessione della Padania e espelle Comino, «traditore» per avere fatto accordi con il Polo.

27   D’Alema incontra i senatori dei gruppi dell’ex Ulivo.

28   Cominciano i tre «referendum days» dei radicali. D’Alema dichiara che «il referendum è uno strumento logoro». Amato minaccia di dimettersi se non si farà la riforma del welfare.

29   Incontro di quasi rappacificazione fra D’Alema e i rappresentanti dell’Asinello.

30   Bossi cambia nome alla Lega: si chiamerà Forza nord. Grazia Francescato accetta di guidare i verdi fino all’assemblea di autunno. Il centro-sinistra tenta di varare un provvedimento per vietare gli spot televisivi negli ultimi trenta giorni della campagna elettorale.

31   Forti dissensi sulla riforma del welfare fra il ministro del Tesoro Amato e quello del Lavoro Salvi. Durissimo scontro al congresso radicale fra il presidente del partito Bruno Zevi, che si oppone all’adesione dei radicali al gruppo parlamentare europeo con i lepenisti, ed Emma Bonino e Marco Pannella favorevoli.

Agosto

1   Pannella chiude il congresso radicale dicendo «mai con la destra». Comino e Gnutti organizzano i dissidenti della Lega.

2   Durissimo scontro fra Berlusconi, che cita sondaggi sul consenso di FI, e Pannella che critica la sua linea politica. Cresce il gettito fiscale e migliorano i conti pubblici. A luglio avanzo record di 35.400 miliardi.

3   Dini, Mastella, Cossiga e i popolari annunciano che a settembre daranno vita ad un unico raggruppamento di centro. I democratici non ci stanno.

4   Il governo vara il provvedimento che vieta tassativamente gli spot televisivi negli ultimi trenta giorni della campagna elettorale.

5   Tre ex presidenti della Corte costituzionale vedono elementi di incostituzionalità nella nuova par condicio varata dal governo del premier D’Alema.

14   Gherardo Colombo sostiene che «mani pulite» è finita.

15   D’Ambrosio e Borrelli rivendicano i risultati conseguiti da «mani pulite» e dicono che, nonostante i politici, la lotta alla corruzione prosegue. Coro di consensi «ferragostani» alla proposta del braccialetto elettronico per i condannati agli arresti domiciliari.

16   La Corte dei conti getta l’allarme sul costo delle pensioni; il governo rassicura; i sindacati dicono che tutto è sotto controllo. «l’Unità» propone di lasciar tornare in Italia Craxi.

17   Nasce la più grande banca italiana con la fusione fra Banca Intesa e Comit.

18   Trovato morto a Pisa la recluta paracadutista Emanuele Scieri. Si pensa ad un caso di nonnismo.

20   Sostituito il comandante della caserma di Pisa.

21   Rimosso il comandante della Folgore: generale Celentano. Veltroni annuncia scontro duro con il Polo e dichiara la disponibilità dei democratici di sinistra alla riforma delle pensioni.

23   Anche la Cgil e Larizza (Uil) favorevoli ad una miniriforma delle pensioni. Contrario D’Antoni (Cisl). Andreotti accolto da un’ovazione e dal canto «sei bellissimo» al meeting di Comunione e liberazione.

24   Tornano a casa Sofri, Bompressi e Pietrostefani: il processo è da rifare. Rinviata ad ottobre la sostituzione del generale Celentano che, fra molte polemiche, verrà promosso. I dati Istat dicono che l’inflazione tendenziale  è all’1,6%; il rapporto deficit/Pil al 2,4%.

25   Torna in Italia Silvia Baraldini condannata in Usa per terrorismo. Il ministro Diliberto accompagna la mamma della Baraldini all’aeroporto: polemiche e richieste di dimissioni.

26   D’Alema difende Diliberto, sostiene che il governo sta lavorando con profitto e promette un milione di posti di lavoro entro la scadenza della legislatura.

27   Al meeting di Comunione e liberazione, Cesare Romiti attacca il governo D’Alema a tutto campo, definendolo inadempiente sulla par condicio, sul «milione di posti di lavoro», sulla concertazione, sulla flessibilità e sulle riforme.

28   Trovati nel porto di Bari circa un migliaio di container destinati al Kosovo con aiuti lasciati marcire.

29   Di Pietro firma i due referendum di Alleanza nazionale e critica D’Alema per l’azzardata promessa di un milione di posti di lavoro.

Settembre

1   Cofferati apre sulla riforma delle pensioni: metodo contributivo per tutti ed accesso dei dipendenti al «trattamento di fine rapporto».

2   Forti critiche di Confindustria all’esproprio del trattamento di fine rapporto. Contrari all’apertura di Cofferati anche D’Antoni e, un po’ meno, Larizza. Parisi dice che D’Alema potrà continuare a fare il presidente del Consiglio.

3   Il governo vara la trasformazione da esercito di leva a esercito di professionisti. Opposizione dei comunisti italiani. Parisi non va da Mastella a Telese.

4   Scalfaro torna alla politica, attacca Berlusconi e sponsorizza Franceschini. Fossa disponibile a trattare sulle liquidazioni future. D’Antoni chiede un referendum fra gli iscritti contro l’applicazione a tutti i lavoratori del metodo contributivo.

5   Agnelli afferma che, senza stabilità dei governi, l’Italia perde competitività. D’Alema offre a Berlusconi di fare le riforme. Fini dice che le riforme le farà il referendum.

8   Cossiga propone un «grandissimo centro» che vada da Prodi ad Amato. I democratici rispondono che preferiscono lavorare per un centro-sinistra e non per la gamba del centro.

9   Successo del vertice di maggioranza: promesse di riforme ed elezioni nel 2001.

10   Fini divorzia da Segni: liste separate alle regionali. Il presidente della Repubblica a Napoli: lavoro e riforma elettorale.

13   Ciampi incontra Berlusconi per sbloccare le riforme.

14   Le Assicurazioni generali di Trieste annunciano un’o.p.a. ostile nei confronti dellIstituto nazionale delle assicurazioni (Ina).

15   Il neoeletto presidente della giunta sarda Mauro Pili (FI) è subito sfiduciato perché ha copiato la dichiarazione programmatica da quella di Formigoni, presidente della Lombardia.

16   Discorso di commiato di Prodi a Montecitorio: «lascio il Parlamento, non l’Italia».

17   La politica si accorge dell’allarme quotidiano per la criminalità. Violante: «la sicurezza viene prima della giustizia». Il giudice per le indagini preliminari di Milano rigetta l’ennesima richiesta di rinvio per assenza giustificata presentata da Previti.

18   Muore a Milano il novantenne senatore a vita Leo Valiani.

21   Seminario dei ministri per affinare il programma degli ultimi 500 giorni: occupazione e lotta alla criminalità in primo piano.

22   Il segretario della Cisl D’Antoni critica duramente la legge Finanziaria del governo.

24   La giuria di Perugia assolve Andreotti e Vitalone «per non avere commesso il fatto», ossia per non avere ordinato l’assassinio del giornalista Pecorelli.

25   In chiusura della festa dell’Unità, Veltroni rilancia l’Ulivo.

27   Incontro, senza precedenti, fra il presidente del Consiglio D’Alema, il ministro degli Interni Jervolino e circa 500 prefetti, questori e comandanti delle forze dell’ordine sul tema «combattere la criminalità».

28   Si apre il dibattito su una commissione d’indagine su «tangentopoli» riproposta da Di Pietro.

29   Il governo vara una legge Finanziaria leggera da 15.000 miliardi.

30   Al congresso del Ppi, Marini rilancia il centro-sinistra contro l’egemonia Ds. Gli amministratori locali del centro-sinistra rilanciano l’Ulivo come soggetto politico.

Ottobre

1   Amato boccia il piano di riassetto della Telecom e l’Antitrust «supermulta» Tim e Omnitel.

2   Castagnetti eletto segretario dei popolari con quasi il 70% dei voti.

4   D’Alema afferma che non è necessario «nessun rimpasto di governo».
Scontro Violante-Mancino per le critiche di quest’ultimo al premier D’Alema.

5   D’Alema assicura che il governo durerà fino al 2001. Amato presenta la Finanziaria al Senato e chiede riforme per evitare il declino del paese.

6   Documento congressuale di Veltroni: puntiamo tutto sull’Ulivo.
Il governo nasconde un documento del Kgb sulle spie reclutate in Italia.

8   D’Alema renderà pubblico l’elenco delle spie dopo gli accertamenti della magistratura.
Accordo tra San Paolo e le Assicurazioni generali alle quali andrà l’Ina.

11   Il governo trasmette il dossier Mitrokhin alla commissione Stragi e al comitato di Controllo sui servizi.

12   Nel dossier Mitrokhin, soltanto venti nomi di spie vere. Andreotti arringa i giudici di Palermo. Occhetto non firma la mozione di Veltroni.

13   D’Alema e Veltroni accettano la proposta di Cossiga di istituire una commissione d’inchiesta sul dossier Mitrokhin.

14   Affettuosa lettera di D’Alema a Cossiga; i democratici bocciano l’ipotesi di Cossiga alla presidenza della commissione Mitrokhin.

15   Per l’opposizione del Polo e i malumori dei Ds, tramontano la commissione e la presidenza Cossiga.

16   Al «security day» del Polo, Berlusconi propone che maggioranza e opposizione lavorino insieme contro «l’esercito del male».

17   I democratici chiedono un nuovo governo; Veltroni replica: «prima un nuovo Ulivo, poi un nuovo governo».

19   Parisi accetta la candidatura nel collegio 12. La commissione Affari costituzionali del Senato affossa la commissione sul dossier Mitrokhin.

20   Cossiga chiede a D’Alema di aprire una crisi formale. Comincia la revisione del processo a Sofri, Bompressi e Pietrostefani.

21   D’Alema minaccia elezioni anticipate poi si smentisce: «niente crisi». Approvata al Senato la par condicio.

22   Nasce il comitato promotore del nuovo Ulivo: Veltroni, Parisi, Castagnetti, Francescato e Dini sono presenti.

23   Accusato di associazione mafiosa, Andreotti è assolto a Palermo per insufficienza di prove.

25   Andreotti attacca Violante e la commissione Antimafia e denuncia il magistrato Almerighi che replica con una querela per diffamazione.

26   Al processo «All Iberian» per illecito finanziamento dei partiti, cadono in prescrizione le condanne di Craxi e Berlusconi.

27   D’Alema esclude crisi al buio: dopo la Finanziaria, nuovo governo o elezioni anticipate.

28   L’inflazione di ottobre arriva al 2% su base annua. La Pivetti dà l’ultimatum dell’Udeur a D’Alema.

30   Criticato per non avere difeso i giudici di Palermo, si dimette Martone, presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Scontro fra Fazio, che prevede l’inflazione al 3%, e Amato che afferma che non sarà più dell’1,5%.

31   Amato certifica lo straordinario successo tra gli investitori della privatizzazione dell’Enel e aumenta la quota messa sul mercato. Papa e vescovi contro Berlinguer sulla parità scolastica.

Novembre

2   D’Alema difende la legge Berlinguer sulla scuola. Cacciari si candida alla presidenza della regione Veneto. D’Alema propone un rimpasto di governo; Parisi dice che è un «infortunio linguistico».

4   Cossiga si esprime a favore di un D’Alema bis oppure di un governo guidato da Amato.

6   D’Alema annuncia «niente galleggiamento»: o governo rinnovato o elezioni anticipate.

7   Ricomincia il dialogo Berlusconi-Cossiga.

9   Il presidente del Senato Mancino propone l’elezione di un’Assemblea costituente.

10   Approvata l’elezione popolare diretta dei presidenti delle regioni.

11   Commenti negativi di Borrelli e D’Ambrosio alla legge sul cosiddetto «giusto processo». Giuliano Vassalli eletto presidente della Corte costituzionale.

12   Amato sostiene che i partiti di massa hanno costruito la democrazia in Italia.

13   D’Alema riabilita Dc e Psi, la cui storia non fu «tutta criminale».

15   Il tribunale di Milano si pronuncia a favore di eventuali arresti domiciliari per Craxi in ospedale. La Quercia apre al turno unico elettorale.

16   Berlusconi e Fini bocciano il turno unico perché il centro-sinistra blinda la par condicio. Il governatore Fazio presenta il suo manifesto politico.

17   Berlusconi rilancia il modello proporzionale tedesco. Inflazione al 2% su base annua.

18   Dopo 53 anni di vita parlamentare, Nilde Iotti si dimette dalla Camera per la gravità delle sue condizioni di salute. Rinviato a giudizio per usura il cardinale di Napoli Giordano.

19   Nuova proposta elettorale di Veltroni: turno unico, premio di maggioranza, diritto di tribuna, indicazione del premier, norma «antiribaltone». Ciampi: no alla grazia per Craxi; Violante: no all’amnistia per i reati di corruzione.

20   Il procuratore generale di Milano D’Ambrosio contro l’amnistia.

21   D’Alema rilancia la necessità di una riforma delle pensioni.

22   Il ministro del Lavoro Salvi e i sindacati rimandano la verifica sulle pensioni al 2001. Martinazzoli candidato alla regione Lombardia senza simbolo dell’Ulivo.

25   Il Senato vara la commissione d’inchiesta sul dossier Mitrokhin.

26   Previti, Squillante e Verde rinviati a processo per il caso «toghe sporche», con Berlusconi che afferma che i giudici sono un «cancro nazionale».

28   Ciampi difende l’autonomia della magistratura dalle critiche di Berlusconi e indica la necessità della riforma delle pensioni.

29   Nelle elezioni suppletive, l’Ulivo riconquista tutti e cinque i suoi collegi. Vince anche Parisi a Bologna.

30   Berlusconi accusa Veltroni, D’Alema, Mussi e Angius di essere i «mandanti» delle toghe rosse. I Ds annunciano querele per calunnia e diffamazione.

Dicembre

2   Forza Italia ammessa nel Partito popolare europeo. Votano contro i popolari italiani, l’Udeur e Rinnovamento italiano.

4   Muore a 79 anni l’ex presidente della Camera dei deputati Nilde Iotti.

5   Marcia su Roma della Lega di Bossi.

6   Tensioni nell’Asinello fra i dipietristi e i prodiani.

10   Il socialista Boselli chiede la crisi di governo e la sostituzione di D’Alema. Berlusconi pronto a trattare con la Lega e con i radicali.

12   Diliberto annuncia che toglierà il segreto di Stato sulle stragi. Fini possibilista su un’alleanza con Bossi.

13   Anche La Malfa e Cossiga chiedono le dimissioni di D’Alema. La Cassazione dichiara legittimi tutti i 23 referendum e ne accorpa due.

14   D’Alema annuncia l’apertura della crisi subito dopo la Finanziaria. Ppi e i Democratici si pronunciano per un D’Alema bis; il Trifoglio si oppone.

15   L’ex ministro Andreatta in gravi condizioni in seguito ad un infarto alla Camera.

16   Voci insistenti di compravendita di deputati per salvare il governo D’Alema. Cossiga esce dalla maggioranza.

17   Cossiga annuncia il suo voto contrario ad un D’Alema bis; lo Sdi si asterrà.

18   Approvata la Finanziaria. D’Alema stigmatizza la compravendita di voti, annuncia le sue dimissioni, dice no a elezioni anticipate e chiede un «chiarimento radicale e immediato».

19   Cossiga va a trovare Craxi a Hammamet.

20   Reincarico a D’Alema che tenta la formazione di un governo con sette partiti: Ds, i Democratici, Partito popolare, Verdi, Rinnovamento italiano, Partito dei comunisti italiani, Udeur.

21   Nasce il governo D’Alema bis con l’ingresso de i Democratici, l’uscita del Trifoglio e la contrarietà di Cossiga.

22   Il Senato vota la fiducia al governo D’Alema bis: 177 favorevoli; 100 contrari; 4 astenuti.

23   La Camera vota la fiducia al governo D’Alema: 310 favorevoli; 287 contrari e 18 astenuti (gli esponenti del Trifoglio).

24   Rassegna il suo mandato di sottosegretario alla Difesa il senatore Misserville dell’Udeur, già missino, dopo avere dichiarato che D’Alema sembra Almirante.

27   Boselli afferma che D’Alema dovrà contrattare tutti i provvedimenti con il Trifoglio.

29   Varato il decreto sulla trasformazione del trattamento di fine rapporto. Scendono a 64 i sottosegretari; a Stefano Passigli l’inedita delega «all’innovazione tecnologica».

30   La Borsa di Milano al suo massimo storico; l’Euro al minimo.