Referendum Lombardia 2017 – Prime analisi sui flussi in Lombardia

Leghisti compatti, cinquestelle in maggioranza pro-referendum

Referendum per l’autonomia della Lombardia:
analisi dei flussi elettorali in 2 città (Brescia, Varese)

 

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Per poter compiere, attraverso il cosiddetto “modello di Goodman”, delle stime sui flussi elettorali occorre che siano disponibili, in relazione a un dato territorio (generalmente un comune) i risultati relativi alle singole sezioni elettorali. In Lombardia le operazioni di scrutinio si stanno svolgendo con notevole lentezza (mentre ci apprestiamo a scrivere queste note, alle ore 13,00 del lunedì, ossia 14 ore dopo le conclusioni del voto, il sito ufficiale della Regione – http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/istituzione/referendum-autonomia/referendum-affluenza-risultati – non riporta ancora il dato definitivo sull’affluenza!). È il caso di dire che, in questo loro esordio, le voting machines si sono rivelate molto meno efficienti del voto e dello scrutinio “tradizionale”…

In conseguenza di questi ritardi, anche i dati necessari alle analisi sui flussi sono disponibili solo molto parzialmente. Al momento, siamo in grado di compiere unicamente analisi sui comuni di Brescia e di Varese. Nel primo caso, inoltre, l’analisi dovrà limitarsi all’affluenza. Nelle tabelle che seguono, nelle righe relative a Brescia non si potrà quindi distinguere tra i Sì e i No e ci si dovrà limitare alla distinzione tra chi si è astenuto e chi ha partecipato – la limitazione, nel caso specifico, ha peraltro scarsa rilevanza, dato che i No rappresentano una percentuale bassissima del corpo elettorale: la sola divisione che conta davvero è tra chi è andato a votare e chi non ci è andato.

Le due città danno risultati che in parte coincidono con quelli emersi nei comuni del Veneto analizzati in un precedente comunicato dell’Istituto Cattaneo. Tra una e l’altra sono però da segnalare alcune differenze.

Anche in questo caso le analisi sono state compiute avendo come punto di partenza le elezioni politiche del 2013.

 

 

La Lega e il centrodestra

 

Come nelle città del Veneto, anche a Brescia e Varese gli elettori leghisti hanno aderito all’unanimità al referendum indetto dalla loro regione, sposando dunque in pieno le motivazioni politiche che ne erano alla base (tab. 1)

 

Tabella 1. Come hanno votato 100 elettori che alle politiche del 2013 scelsero Lega Nord

Hanno partecipato Astensione Totale
Brescia 100,0 0,0 100,0
Varese 100,0 (Sì:100,0; No: 0,0) 0,0 100,0

Fonte: elaborazioni Istituto Cattaneo su dati dei siti dei comuni

 

Molto meno compatto è risultato l’elettorato del partito berlusconiano (tab. 2). Tra gli elettori che alle politiche del 2013 avevano scelto Pdl a Brescia c’è una quota maggioritaria (71%) che si astiene. A Varese, i berlusconiani vanno in maggioranza a votare (per il Sì) ma perdono comunque un pezzo non trascurabile (22%). Le differenze tra una e l’altra città meritano di essere indagate con più approfonditi studi locali, ma in generale i dati confermano quanto già si sapeva, ossia che l’elettorato del partito di Berlusconi non appare molto mobilitabile in occasioni referendarie.

 

Tabella 2 Come hanno votato 100 elettori che alle politiche del 2013 scelsero Pdl

Hanno partecipato Astensione Totale
Brescia 28,7 71,3 100,0
Varese 77,9 (Sì:77,9; No: 0,0) 22,1 100,0

Fonte: elaborazioni Istituto Cattaneo su dati dei siti dei comuni

 

Il Movimento 5 stelle

 

I comportamenti degli elettori leghisti e di quelli del Pdl erano piuttosto prevedibili: la compattezza dei primi derivava dalla “paternità” leghista dell’iniziativa referendaria, le divisioni all’interno dei secondi nascevano dalla loro tradizionale refrattarietà alla mobilitazione referendaria. Alla vigilia del voto la principale incognita era costituita dal comportamento degli elettori cinquestelle. Come avrebbero scelto i sostenitori del partito di Grillo? In Veneto, le analisi sui flussi riportate in un precedente comunicato dell’Istituto hanno evidenziato una notevole compattezza a favore del Sì. E in Lombardia? Anche se tra le due città emergono alcune differenze (tab. 3) , si può in generale dire che anche in Lombardia questo elettorato ha in netta maggioranza aderito e partecipato al referendum (a Varese si tratta anzi di una maggioranza schiacciante, in linea con quanto emerso nelle città prese in esame in Veneto).

 

Tabella 3. Come hanno votato 100 elettori che alle politiche del 2013 scelsero M5s

Hanno partecipato Astensione Totale
Brescia 58,2 41,8 100,0
Varese 98,0 (Sì:91,5; No: 6,5) 2,0 100,0

Fonte: elaborazioni Istituto Cattaneo su dati dei siti dei comuni

 

 

Il Pd, il centro e la sinistra

 

A Brescia gli elettori che nel 2013 scelsero il Pd si dividono in misura simile alle città del Veneto: due terzi si astengono, un terzo partecipa al voto. Al contrario, a Varese gli elettori del Pd optano quasi all’unanimità per l’astensione (tab. 4).

 

Tabella 4. Come hanno votato 100 elettori che alle politiche del 2013 scelsero Pd

Hanno partecipato Astensione Totale
Brescia 31,1 68,9 100,0
Varese 2,6 (Sì:0,0; No: 2,6) 96,4 100,0

Fonte: elaborazioni Istituto Cattaneo su dati dei siti dei comuni

 

 

Le scelte degli elettori che nelle politiche del 2013 votarono per Sel e per Rivoluzione civile sono (quasi) unanimemente orientate all’astensione (tab. 5).

 

Tabella 5. Come hanno votato 100 elettori che alle politiche del 2013 scelsero i partiti di sinistra (Sel e Rivoluzione civile)

Hanno partecipato Astensione Totale
Brescia 0,0 100,0 100,0
Varese 5,9 (Sì:5,9; No: 0,0) 94,1 100,0

Fonte: elaborazioni Istituto Cattaneo su dati dei siti dei comuni

 

 

Fra i “centristi” (ossia fra chi nel 2013 scelse la “Coalizione Monti”) il comportamento prevalente è l’astensione, scelta da quasi il 90% a Varese e dal 53% a Brescia (tab. 6).

 

Tabella 6. Come hanno votato 100 elettori che alle politiche del 2013 scelsero i partiti di sinistra (Sel e Rivoluzione civile)

Hanno partecipato Astensione Totale
Brescia 46,8 53,2 100,0
Varese 13,1 (Sì:10,1; No: 3,0) 86,9 100,0

Fonte: elaborazioni Istituto Cattaneo su dati dei siti dei comuni

 

Questo è dunque, a grandi linee, il quadro che emerge dalle prime due città lombarde su cui è stato possibile compiere delle analisi. Non appena saranno resi disponibili i dati relativi ad altri comuni sarà possibile dare una descrizione più completa e precisa dei movimenti di voto verificatisi in Lombardia in occasione del referendum sull’autonomia.

 

 

Analisi di Rinaldo Vignati (340-3758112)

 

Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo

Tel. 051235599 / 051239766

Sito web: www.cattaneo.org

 

 

 

 

Nota metodologica

 

I flussi elettorali sono gli interscambi di voto avvenuti fra i partiti nel corso di due elezioni successive. Nel nostro caso vengono stimati per singole città sulla base dei risultati delle sezioni elettorali. Si tratta di stime statistiche, e quindi di misure affette da un certo margine di incertezza. Le nostre analisi sono effettuate «su elettori» e non «su voti validi», al fine di poter includere nel computo anche gli interscambi con l’area del «non-voto» (astenuti, voti non validi, schede bianche).

 

Il mero confronto fra gli stock di voti dei partiti di due elezioni non è sufficiente a spiegare gli spostamenti di voto effettivamente avvenuti, in quanto mascherano i reali flussi di voto che possono anche produrre saldi nulli. L’individuazione dei reali flussi elettorali può avvenire mediante due tecniche.

La prima consiste nell’intervistare un campione di elettori sul voto appena dato e sul voto precedente (con i problemi connessi a tutte le forme di sondaggio elettorale, in questo caso aggravati dalle défaillances della memoria e dalla riluttanza degli intervistati ad ammettere il loro eventuale astensionismo). La seconda – ed è la tecnica qui utilizzata – consiste nella stima statistica dei flussi a partire dai risultati di tutte le sezioni elettorali di singole città (la tecnica, detta «modello di Goodman», non è applicabile sull’intero paese, né su aggregati territoriali troppo ampi, ma può essere condotta solo su singole città a partire dai risultati delle sezioni elettorali, assumendo che i flussi elettorali siano stati gli stessi in tutte le sezioni della città, a meno di oscillazioni casuali). L’errore statistico è quantificato dall’indice VR (più è elevato maggiore è l’incertezza della stima): nella situazione ottimale questo indice deve avere valore inferiore a 15. In questo caso il Vr è risultato pari a 5,8 (Brescia) e a 11,6 (Varese).