Governo che va, governo che viene?

Esiste una possibilità di convergenza tra M5s e Pd, ma su quali tematiche?
Il M5s ha riacquisito centralità grazie alla sua posizione “mediana” nello spazio politico Il successo di Salvini deriva dalla trasversalità del suo sostegno elettorale

Con la caduta del governo guidato da Giuseppe Conte si sono aperti due principali scenari politici. Il primo prevede il voto anticipato, con la necessità di riportare il paese alle urne entro il 2019 oppure nei primi mesi dell’anno prossimo. Il secondo scenario contempla, invece, la possibilità di dar vita a una nuova maggioranza di governo che faccia ancora perno sul Movimento 5 stelle (M5s), ma cambiando in corso di legislatura il partner dell’alleanza. All’interno di questo quadro generale in continua evoluzione, diventa interessante cercare di capire se esistono, e su quali basi, margini di convergenza programmatica tra i principali partiti e, in secondo luogo, quali potrebbero essere le conseguenze sul consenso alle diverse forze politiche.

Per rispondere a questi interrogativi, l’Istituto Cattaneo ha analizzato i programmi elettorali elaborati dai partiti per le elezioni del 4 marzo 2018, provando a individuare quali maggioranze di governo si potrebbero formare sulla base della compatibilità ideologica tra gli attori in campo e, ovviamente, della loro consistenza parlamentare. In secondo luogo, oltre alle affinità derivanti dai programmi politici, abbiamo esaminato la configurazione dell’elettorato italiano per valutare quanto gli elettori dei diversi partiti siano «vicini» o compatibili tra loro e, quindi, disponibili ad accettare un’alleanza di governo diversa rispetto a quella tra M5s e Lega.

Saranno dunque questi due interrogativi di fondo a cui cercheremo di rispondere con questo report.

Leggi qui l’articolo completo