La ricerca elettorale dell’Istituto Cattaneo. Continuità e cambiamento, interrogativi e metodi

Questo articolo intende ripercorrere la storia degli studi elettorali condotti dall‘Istituto Cattaneo, ricostruendo concettualmente e metodologicamente i progetti di indagine portati avanti dai primi anni ’60 agli inizi del 2000.

Nel corso degli anni gli studi elettorali del Cattaneo sono evoluti ed è possibile individuare tre distinti periodi, differenziati sia per oggetto di indagine che per metodo di ricerca.

Nella prima fase l’attenzione dei ricercatori andava quasi esclusivamente alla continuità del sistema partitico e del comportamento politico mentre il cambiamento era scarsamente considerato. Il metodo di ricerca utilizzato era quello dell’analisi di dati aggregati.

Nella seconda fase gli studi iniziarono a concentrarsi sul “cambiamento inserito nella continuità”. Il nuovo filone di analisi iniziò sotto la spinta di risultati elettorali profondamente diversi rispetto a quelli del passato: un fulgido esempio in tal senso è l’esito del referendum sul divorzio del 1974. In questo secondo periodo ci furono dei mutamenti anche a livello metodologico e si cominciò ad applicare il modello di Goodman ai dati aggregati, aprendo alla possibilità di stimare il comportamento di voto di segmenti dell’elettorato.

Nella terza fase, che ci avvicina al periodo attuale, gli studiosi si sono dedicati all’analisi del cambiamento tanto a livello strutturale quanto individuale. Tale trasformazione di paradigma interpretativo è certamente relazionato ai nuovi metodi di ricerca utilizzati. In questa fase, infatti, si passa sempre più dalle analisi di voto basate su dati aggregati ufficiali alle analisi del comportamento elettorale individuale rese possibili dall’incrocio con ricerche di tipo campionario.

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