Immigrazione in Italia: tra realtà e percezione

L’immigrazione è stato un tema centrale durante la scorsa campagna elettorale ed è rimasto al centro della discussione pubblica anche nei mesi successivi, dopo la nomina del governo Conte.
Sicuramente, si è trattato di una tematica che ha contribuito al successo elettorale della Lega e sulla quale lo stesso Matteo Salvini – come si è visto nelle ultime settimane – ha impostato la propria agenda di governo (e di comunicazione) come ministro dell’Interno.

Però, su questo argomento i dati a disposizione dell’opinione pubblica sono spesso frammentari e talvolta presentati in maniera “partigiana”, stiracchiandoli da una parte o dall’altra in base agli interessi dei partiti. Il che contribuisce spesso a proiettare un’immagine distorta della realtà del fenomeno migratorio in Italia, dove le percezioni contano più dei dati concreti. Ma quanto pesa questa possibile distorsione nel caso italiano, soprattutto se confrontata con gli altri paesi dell’Unione Europea?

Per rispondere a questo interrogativo, l’Istituto Cattaneo ha analizzato i dati forniti dall’Eurobarometro in merito alla presenza di immigrati stimati dai cittadini in ciascuno degli Stati-membri dell’UE. In particolare, la domanda che è stata rivolta agli intervistati era la seguente: “Per quanto ne sa Lei, qual è la percentuale di immigrati rispetto alla popolazione complessiva in Italia?”. Va precisato che, in questo sondaggio, per “immigrati” si intendono soltanto le persone nate fuori dai confini dell’Unione Europea e che attualmente risiedono legalmente nel nostro paese.

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