Beppe Grillo e la “democrisi”

La crisi c’è ma non dappertutto:
in Europa prevale la soddisfazione per la democrazia

In Italia l’insoddisfazione cresce tra i più anziani, meno istruiti
e collocati nel centrodestra

“Democrisi” e “periferie”: la radice territoriale dello scontento democratico

Davvero la democrazia rappresentativa, come ha sostenuto di recente Beppe Grillo, è “superata”, “svuotata” e, dunque, sostanzialmente in crisi laddove viene praticata? Per provare a rispondere a questo interrogativo, l’Istituto Cattaneo ha analizzato il grado di soddisfazione per il funzionamento della democrazia in 48 nazioni, distribuite tra Unione Europea (28) e continente americano (20). In particolare, l’analisi ha preso in considerazione le risposte fornite dai cittadini dei diversi paesi – nelle indagini condotte regolarmente da Eurobarometro, Latinobarometro e
Americasbarometer – in due precisi momenti: nel 2007, cioè prima dell’inizio della crisi economica che ha coinvolto gran parte del mondo occidentale, e nel 2017, quando l’economia è uscita dalla recessione ed è tornata stabilmente a crescere. In questo modo è possibile valutare se e in che misura la recessione in ambito economico ha prodotto anche una sorta di recessione democratica, facendole perdere così una parte della sua legittimità e del suo sostegno popolare.

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