Elezioni politiche 2018 – Il voto per il Movimento 5 stelle: caratteristiche e ragioni di un successo

L’Istituto Cattaneo ha effettuato un’analisi del voto al Movimento 5 stelle (M5s) alle elezioni per la Camera dei deputati del 4 marzo, prendendo in considerazione la distribuzione geografica del voto e i flussi di voto che hanno riguardato questo partito.
In occasione delle elezioni politiche del 2013 i consensi ottenuti dal Movimento 5 stelle erano stati poco meno di 9 milioni (per l’esattezza 8.704.809), pari al 25,5% dei voti validi. Quello del 2013 è stato un risultato straordinario per un partito alla sua prima prova elettorale nazionale: il risultato del M5s del 2013 superava, infatti, anche quello di Forza Italia nel 1994 (21,0%).
Da allora in poi, a partire dalle europee del 2014, sono state numerose le battute d’arresto che hanno messo in luce le difficoltà di consolidamento dell’elettorato 5 stelle. Basti pensare che nel 2014, alla sua seconda prova elettorale nazionale (l’elezione per il Parlamento europeo), il Movimento aveva infatti subìto, principalmente a causa dell’astensione elevata, un arretramento di circa 3 milioni di voti.
Al contrario, le elezioni politiche del 2018 confermano che il bacino elettorale del M5s non si è soltanto consolidato, ma è riuscito ad espandersi. Il M5s aumenta i propri voti di quasi 2 milioni, passando da 8,7 milioni nel 2013 a 10,7 nel 2018; una crescita che vale quasi +20% in termini di voti assoluti e +7,2 punti percentuali in termini di voti validi (dal 25,5% al 32,7%). Si tratta di un risultato eccezionale, anche data la novità del partito. Infatti, spesso i nuovi partiti subiscono delle perdite alla seconda prova nazionale. Questo non accade al M5s, che anzi aumenta notevolmente il proprio bacino elettorale, testimoniando che non si tratta di un fenomeno passeggero nel panorama politico italiano.

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