Comunali 2017 – Chi ha vinto di più

Amministrative 2017: chi ha vinto di più?

 

Centrodestra senza baricentro, centrosinistra senza perimetro

Successo netto per le liste senza simbolo di partito

 

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Sono state le coalizioni le vere vincitrici della tornata elettorale che si è appena conclusa. Nella maggior parte dei comuni superiori ai 15 mila abitanti è infatti risultata vincente un’alleanza tra diversi partiti – tenuti insieme di volta in volta da programmi orientati verso il centrodestra o il centrosinistra – oppure da aggregati di liste civiche. Il Movimento 5 stelle, che programmaticamente rifiuta ogni possibilità di alleanza con altri partiti, mostra a livello locale tutti i suoi limiti, ma anche alcuni evidenti punti di forza: solo nel 9% dei casi riesce ad entrare nella sfida dei ballottaggi, però una volta che vi accede diventa, nell’80% delle circostanze, imbattibile.

Tuttavia la vittoria delle coalizioni, soprattutto quella del centrodestra sul centrosinistra, nasconde una realtà molto diversificata che va analizzata con precisione per capire quali sono concretamente i partiti che, all’interno dei rispettivi schieramenti, possono definirsi i veri vincitori. A tale scopo, l’Istituto Cattaneo ha esaminato i risultati delle singole liste che componevano le due principali coalizioni che si sono presentate al voto, prendendo in considerazione quella che ha ottenuto il maggior numero di consensi in ogni città.

Analizzando nel dettaglio la coalizione di centrodestra, emerge chiaramente come nella maggior parte dei 159 comuni superiori siano state le liste civiche (senza simboli di partito) ad ottenere il miglior risultato. Per la precisione, in 29 comuni sui 70 complessivi vinti dal centrodestra la lista più votata era di natura civica. Un dato molto significativo, soprattutto per la discussione avviata nel centrodestra in questi ultimi giorni, sulla leadership della coalizione in vista delle prossime scadenze elettorali. Considerata l’incerta natura politica delle liste civiche, sarà necessario capire in futuro l’orientamento partitico del loro elettorato e le preferenze tra i diversi leader in lizza.

Tra i partiti del centrodestra, è la Lega nord quella che ottiene – in 23 casi su 70 – il miglior successo tra le liste “partitiche” della coalizione. Anche questo dato conferma, in molti casi, la presenza di un “traino” leghista nel successo del centrodestra (in aggiunta a quello civico). È interessante soprattutto il confronto con le liste di Forza Italia, le quali arrivano prime nell’ambito della loro coalizione solamente in 17 città. Solo in un caso (Pistoia) è la lista di Fratelli d’Italia-An a ottenere il maggior numero dei voti tra i partiti del centrodestra.

Tra i partiti della coalizione è quindi la Lega nord ad avere vinto il “derby” contro il partito di Berlusconi, ma l’incertezza che deriva dalla numerose liste civiche incluse nella coalizione rende ancora più complessa e aperta la partita della leadership nel centrodestra.

Tabella 1. Lista che ha ottenuto più voti nei comuni superiori ai 15 mila abitanti vinti dall’aggregato di centrodestra
  N. %
Lista civica 29 41,4
Lega nord 23 32,9
Forza Italia 17 24,3
Fratelli d’Italia-An 1 1,4
Totale 70 100,0

Fonte: Istituto Cattaneo.

 

Se ci spostiamo sul centrosinistra, il quadro che emerge dall’analisi dei comuni dove ha vinto la coalizione guidata dal Partito democratico è decisamente meno frammentato rispetto a quello osservato in precedenza per il centrodestra. Qui è il Pd ad essere il vero kingmaker: in quasi 3 casi su 4 le liste Pd si sono rivelate le più votate della coalizione, dando un contributo rilevante al successo dell’intero schieramento. Al secondo posto delle liste più votate nel centrosinistra troviamo quelle civiche: in un quarto dei casi (15 su 72) queste liste senza simbolo di partito hanno preso più voti di tutti gli altri alleati della coalizione. Per ultimo, in un solo caso è stata la lista della sinistra “alternativa” a vincere rispetto alle altre dello schieramento di centrosinistra. Si tratta del comune di Arzano, dove al ballottaggio tra una coalizione guidata dal Pd e una ispirata dal nuovo movimento politico Democrazia autonomia (demA) creato dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, è stata quest’ultima ad avere la meglio.

 

Tabella 2. Lista che ha ottenuto più voti nei comuni superiori ai 15 mila abitanti vinti dall’aggregato di centrosinistra
  N. %
Pd 46 74,2
Lista civica 15 24,2
Sinistra radicale/alternativa 1 1,6
Totale 62 100,0

Fonte: Istituto Cattaneo.

 

L’immagine derivante da questa analisi interna agli schieramenti di centrosinistra e centrodestra suggerisce la presenza di due diversi problemi per le due principali coalizioni. Nel caso del centrodestra, l’esito delle elezioni amministrative ha indicato il possibile perimetro della coalizione (in versione “lunga”, da Forza Italia a Fratelli d’Italia, passando per la Lega), ma ha lasciato aperto il problema del suo baricentro. La crescente competitività elettorale della Lega nord, unita all’incognita rappresentata dalle liste civiche, rendono del tutto incerta la questione delle leadership in preparazione delle prossime politiche.

Il centrosinistra ha invece il problema opposto. Possiede un baricentro, rappresentato dal Partito democratico (essendo il partito principale dello schieramento nella maggior parte dei comuni), ma non ha ancora individuato un possibile perimetro per l’eventuale coalizione con la quale si presenterà alle prossime elezioni.

Sono queste, dunque, le questioni – diverse ma speculari – che dovranno affrontare nei prossimi mesi le due principali coalizioni politiche. Nel caso del centrodestra, come si è visto, lo schema di gioco unitario tra i partiti alleati ha spesso premiato questa scelta strategica. Come mette in evidenza la tabella 3, nei comuni superiori ai 15 mila abitanti gli scontri che prevedevano una competizione diretta tra il centrosinistra e il centrodestra (entrambi uniti al loro interno) sono stati vinti, nel 50% dei casi (44 su 88), dalla coalizione di centrodestra. Questo aspetto segnala la crescente competitività dello schieramento di centrodestra, anche rispetto alle elezioni amministrative delle tornate precedenti, in rapporto alle forze di centrosinistra.

La coalizione del Pd e dei suoi alleati riesce a vincere all’incirca il 36% degli scontri diretti col centrodestra. Sono soprattutto questi i casi che fanno segnare un arretramento del centrosinistra nelle amministrazioni comunali e che, nonostante il formato largo della coalizione, suggeriscono la necessità di una riflessione su quale perimetro coalizionale sia più “credibile” o funzionale da un punto di vista elettorale.

Nei pochi casi rimanenti, pur trovandoci di fronte a competizioni in presenza delle due coalizioni principali, sono stati i candidati degli altri schieramenti a vincere l’elezione: il M5s in 4 casi e le liste civiche in 8. In generale, questo implica che quando il centrodestra e il centrosinistra si presentano entrambi uniti, lo spazio per terzi poli o altre candidature si restringe in misura significativa.

 

Tabella 3. Vincitori nei comuni sopra i 15 mila abitanti che prevedevano uno scontro tra centrosinistra e centrodestra
  N. %
Centrodestra 44 50,0
Centrosinistra 32 36,4
M5s 4 4,5
Lista civica 8 9,1
Totale 88 100,0

Fonte: Istituto Cattaneo.

 

Per approfondire il tema delle strategie coalizionali adottate dai principali schieramenti politici, l’Istituto Cattaneo ha inoltre analizzato l’esito delle elezioni nei comuni superiori sulla base degli esiti del voto, distinguendo i casi in cui le coalizioni di centrodestra e di centrosinistra si presentavano unite o divise. Nel caso del centrodestra, la tabella 4 mostra chiaramente che l’unione ha pagato elettoralmente. Nelle 108 competizioni complessive in cui i partiti di centrodestra si sono presentati compatti, la coalizione ha vinto nella quasi maggioranza dei casi (52), mentre è stata sconfitta dalle forze di centrosinistra in 37 elezioni, dal M5s in 5 e dalle liste civiche in 14.

 

Tabella 4. Risultati delle elezioni amministrative in base all’offerta politica del centrodestra dopo le elezioni del giugno 2017
    Schieramento vincente nel 2017
    Centrodestra Centrosinistra M5s Lista civica
Centrodestra unito nel 2017 52 37 5 14
 

No

 

13

 

20

 

3

 

4

Fonte: Istituto Cattaneo.

 

Diverso e più sfumato è il caso del centrosinistra. Qui la scelta della coalizione ampia e compatta non si è rivelata sempre vincente. Sulla base dei dati riportati nella tabella 5, sono stati più numerosi i casi nei quali il centrosinistra unito ha perso contro il centrodestra (56 su 114) rispetto a quelli dove è risultato vincente (50). Solo in 8 casi, invece, nonostante l’unione del centrosinistra, sono riusciti a vincere i candidati delle altre liste (5 per il M5s e 3 per le civiche). Almeno a livello locale, questo aspetto segnala che per la coalizione guidata dal Pd il vero competitor è rappresentato dal centrodestra, soprattutto quando quest’ultimo si presenta unito di fronte agli elettori.

 

Tabella 5. Risultati delle elezioni amministrative in base all’offerta politica del centrosinistra dopo le elezioni del giugno 2017
    Schieramento vincente nel 2017
    Centrosinistra Centrodestra M5s Lista civica
Centrosinistra unito nel 2017 50 56 5 3
 

No

 

11

 

11

 

3

 

8

Fonte: Istituto Cattaneo.

 

Per concludere, queste elezioni amministrative hanno decretato la vittoria delle coalizioni, soprattutto per il centrodestra. Al loro interno, però, queste alleanze nascondono realtà molto diversificate, talvolta camuffate dietro liste civiche senza simbolo di partito e dall’orientamento partitico poco decifrabile.

 

Tabella 6. Lista che ha ottenuto più voti nei comuni superiori ai 15 mila abitanti vinti all’interno dello schieramento vincente
  N. %
Lista civica 63 39,6
Pd 46 28,9
Lega nord 23 14,5
Forza Italia 17 10,7
Movimento 5 stelle 8 5,0
Sinistra alternativa 1 0,6
Fratelli d’Italia-An 1 0,6
Totale 159 100,0

 

La presenza di coalizioni ampie, all’interno delle quali erano inglobate molte liste civiche, in numerosi casi ha permesso di individuare la loro appartenenza all’uno o all’altro campo. Ma se osserviamo il dato nella sua globalità, come ci consente di fare la tabella 6, è evidente che sono state le liste civiche a vincere queste elezioni o, più correttamente, a contribuire in modo decisivo alla vittoria dell’uno o dell’altro schieramento in quasi il 40% dei casi.

 

Però, alle elezioni politiche queste liste apartitiche scompariranno e i loro elettori dovranno decidere se e come, cioè per quale partito, votare. Ancora non conosciamo la data delle prossime elezioni legislative, ma è certo che il comportamento dell’elettorato delle liste civiche sarà decisivo.

 

Analisi a cura di Marco Valbruzzi

Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo

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