Comunali 2017 – I flussi in 6 città al ballottaggio

I flussi di voto tra primo e secondo turno in 6 città

Alessandria, Piacenza, Pistoia, Carrara, Lecce, Catanzaro

 

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Dopo il primo comunicato relativo alle città di Genova, Parma, Padova, Verona, Como, Asti e L’Aquila, l’Istituto Cattaneo prosegue nella sua analisi dei flussi tra primo e secondo turno. Si tratta, come descritto in dettaglio nella Nota metodologica, di stime statistiche (come tali affette da incertezza) effettuate sui risultati delle sezioni elettorali delle città. In questo comunicato sono poste sotto esame 6 città. Fra queste ci sono alcuni casi particolarmente interessanti, come Carrara (dove si è imposto il M5s), Alessandria e Pistoia (dove il centrodestra ha ribaltato lo svantaggio di due settimane fa), Lecce (dove è stato il centrosinistra a ribaltare lo svantaggio). E poi, ancora, Piacenza e Catanzaro.

 

Alessandria

Nella città piemontese si è affermato il rappresentante del centrodestra Cuttica di Revigliasco, che due domenica fa era in leggero svantaggio rispetto a Rossa (centrosinistra).

Questo ribaltamento nei rapporti di forza è dovuto soprattutto alle perdite verso l’astensione subite da Rossa (il 3,5% degli aventi diritto passa da Rossa al non-voto).

In misura minore, anche la superiore capacità di attrazione esercitata sull’elettorato di Serra (M5s) e di Locci (destra) contribuisce al ribaltamento che ha portato alla vittoria di Cuttica.

Tab. 1 Flussi di voto tra primo e secondo turno, Alessandria (flussi sul totale degli elettori)

Rossa

(c-sx)

Cuttica (c-dx) Serra (M5s) Trifoglio (civ) Locci (dx) Altri Astenuti Tot
Rossa (c-sx) 12,7 0,2 1,0 2,2 1,8 1,5 0,4 19,7
Cuttica (c-dx) 0,7 15,8 2,0 2,4 2,5 1,2 0,0 24,8
Astenuti 3,5 0,0 3,6 1,5 0,0 0,3 46,6 55,5
Tot 16,9 16,0 6,5 6,1 4,4 3,0 47,0 100,0

Vr = 2,1

 

Piacenza

A Piacenza il “ribaltone” era avvenuto due domeniche fa, quando il centrodestra era passato in vantaggio in una città dove il sindaco uscente era di centrosinistra.

Ieri, il ballottaggio ha confermato il vantaggio, anzi lo ha significativamente incrementato.

Si osserva infatti che Rizzi (centrosinistra) ha ceduto un flusso rilevante di voti direttamente a Barbieri (centrodestra), la quale peraltro perde un discreto numero di voti verso l’astensione.

Nel saldo di questi due flussi verificatisi tra i due candidati principali sta la spiegazione dell’incremento del vantaggio di Barbieri.

Per il resto, i flussi provenienti dai candidati esclusi dal ballottaggio sostanzialmente si compensano (nei bacini di Pugni, di Trespidi e di Torre, Barbieri raccoglie un po’ di più di Rizzi, nei bacini di Rabbuffi, Ponzini e dell’astensione a prevalere è Rizzi).

Gli elettori cinquestelle in prevalenza al secondo turno si astengono: tra quelli che si recano alle urne prevale (ma non di molto) Barbieri.

Tab. 2 Flussi di voto tra primo e secondo turno, Piacenza (flussi sul totale degli elettori)

Rizzi

(c-sx)

Barbieri (c-dx) Pugni (M5s) Trespidi (civ) Rabbuffi (civ) Torre (civ) Ponzini (civ) Astenuti Tot
Rizzi (c-sx) 12,6 0,7 0,9 2,5 0,8 0,1 1,0 0,4 18,9
Barbieri (c-dx) 4,3 16,6 1,2 3,8 0,0 0,5 0,3 0,0 26,8
Astenuti 0,4 2,7 3,2 1,6 2,6 1,9 1,0 41,0 54,3
Tot 17,3 20,0 5,2 7,9 3,4 2,5 2,3 41,4 100,0

Vr = 0,3

 

 

Carrara

A Carrara, il candidato del M5s (De Pasquale) incrementa notevolmente il vantaggio che aveva al primo turno su Zanetti (centrosinistra) e vince il ballottaggio di larga misura.

Questo si realizza grazie alla capacità di rubare voti direttamente all’avversario (il 2,8% del corpo elettorale compie il tragitto da Zanetti a De Pasquale) e alla maggiore attrazione che De Pasquale esercita sugli elettorati dei candidati esclusi (in particolare su quello di Lorenzoni del centrodestra e dell’esponente civica Bienaimé).

Questa maggiore attrazione esercitata dal candidato cinquestelle sugli elettorati delle liste civiche estranee alle due coalizioni principali si accorda con quanto visto ad Asti (nella città piemontese il fenomeno si verificava con maggior forza). Questo fa avanzare l’ipotesi che il bacino elettorale che queste liste hanno conquistato due domeniche fa è un terreno che, in future elezioni nazionali, può trovare nel M5s una delle più probabili destinazioni.

Tab. 3 Flussi di voto tra primo e secondo turno, Carrara (flussi sul totale degli elettori)

Vannucci (sin) Zanetti (c-sx) Lorenzoni (c-dx) De Pasquale (M5s) Spediacci (civ) Bieinaimé (civ) Altri Ast. Tot
Zanetti (c-sx) 2,3 11,3 0,8 0,0 1,5 0,6 0,0 0,0 16,5
De Pasquale (M5s) 3,4 2,8 3,6 15,2 1,9 2,6 1,2 0,6 31,4
Astenuti 2,8 0,0 2,4 0,0 1,5 0,2 1,7 43,7 52,2
Tot 8,5 14,1 6,8 15,2 4,9 3,4 2,9 44,3 100,0

Vr = 2,6

 

Pistoia

A Pistoia, Tomasi (centrodestra) è riuscito a invertire i rapporti di forza che due settimane fa lo vedevano in svantaggio rispetto a Bertinelli (centrosinistra).

Ciò si è verificato grazie ai flussi illustrati nella tabella. In particolare,

– il 2,2% del corpo elettorale ha compiuto il salto da Bertinelli a Tomasi;

– l’1,6% del corpo elettorale è passato da Bertinelli all’astensione;

– Tomasi ha esercitato una maggiore attrazione rispetto a Bertinelli sugli elettori che due domeniche fa premiarono Maglione (M5s) e vari candidati civici (Sabella, Lombardi, Bartoli);

– Bertinelli compensa solo parzialmente quest’ultimo flusso con quello proveniente dai candidati “minori”.

Tab. 4 Flussi di voto tra primo e secondo turno, Pistoia (flussi sul totale degli elettori)

Bertinelli (c-sx) Tomasi (c-dx) Maglione (M5s) Sabella (civ) Lombardi (civ) Bartoli (civ) Altri Astenuti Tot
Bertinelli (c-sx) 16,3 0,0 0,4 0,1 1,3 2,3 1,5 0,0 21,9
Tomasi (c-dx) 2,2 14,3 2,1 1,7 1,5 2,4 0,3 1,7 26,0
Astenuti 1,6 0,0 2,2 0,9 0,0 1,6 0,8 44,9 52,1
Tot 20,0 14,3 4,8 2,7 2,8 6,3 2,6 46,6 100,0

Vr                 2,9

 

Lecce

Lecce è un caso degno di interesse perché si è verificato un ribaltamento delle gerarchie tra primo e secondo turno (Salvemini, del centrosinistra, ha vinto malgrado lo svantaggio di due settimane fa su Giliberti, del centrodestra). Inoltre, si è trattato di un ribaltamento che – contrariamente all’andamento nazionale generale di questo secondo turno – ha finito per premiare il centrosinistra.

A produrre questo esito sono stati in particolare due flussi.

In primo luogo, la notevole perdita subita da Giliberti verso l’astensione (come ad Asti, una parte consistente dei suoi elettori ha evidentemente pensato che il vantaggio accumulato al primo turno fosse sufficiente a rendere la vittoria certa).

In secondo luogo, la confluenza della larga maggioranza degli elettori di Delli Noci (centro) su Salvemini.

Oltre a ciò, si nota che – diversamente da quanto emerge nelle altre città sottoposte ad analisi – il bacino che al primo turno aveva premiato il M5s a Lecce premia in prevalenza il candidato di centrosinistra.

 

Tab. 5 Flussi di voto tra primo e secondo turno, Lecce (flussi sul totale degli elettori)

Salvemini (c-sx) Delli.Noci (centro) Giliberti (c-dx) Valente (M5s) Altri Astenuti Tot
Salvemini (c-sx) 17,8 7,3 0,5 2,2 0,7 0,0 28,5
Giliberti (c-dx) 1,9 1,2 20,0 0,0 0,5 0,0 23,5
Astenuti 0,0 3,1 10,4 2,1 0,5 31,9 48,0
Tot 19,7 11,5 30,9 4,3 1,7 31,9 100,0

Vr = 4,0

 

Catanzaro

A Catanzaro si riconferma il sindaco uscente Abramo (centrodestra) che amplia il suo già notevole vantaggio accumulato due settimane fa sull’avversario Ciconte (centrosinistra).

A Catanzaro, dove – com’è tipico per molti centri del Sud – l’astensione è notevolmente aumentata tra primo e secondo turno, si osserva che è Ciconte la principale “vittima” di tale crescita. Il suo elettorato patisce infatti una perdita rilevantissima verso il non-voto: più della metà dell’elettorato che lo aveva scelto due domeniche fa non si ripresenta alle urne!

Anche Abramo ha delle perdite verso l’astensione ma si tratta di un flusso di entità molto minore.

Queste differenze spiegano dunque l’incremento del vantaggio di Abramo. Per il resto, il voto dei candidati esclusi va – ma solo di poco – più in direzione dello sconfitto che del vincitore.

L’elettorato del M5s (Granato) in prevalenza finisce nell’astensione. Tra chi dei cinquestelle si reca al seggio, prevale (ma si tratta di differenza irrisoria) il voto per Ciconte.

Tab. 6 Flussi di voto tra primo e secondo turno, Lecce (flussi sul totale degli elettori)

Ciconte (c-sx) Abramo (c-dx) Granato (M5s) Fiorita (civ) Astenuti Tot
Ciconte (c-sx) 10,5 0,0 0,6 5,0 0,0 16,1
Abramo (c-dx) 0,0 24,6 0,4 4,1 0,0 29,2
Astenuti 11,3 3,3 3,2 7,2 29,6 54,7
Tot 21,8 28,0 4,2 16,3 29,6 100,0

Vr = 6,0

 

Analisi a cura di Rinaldo Vignati (340-3758112)

Con la collaborazione di Michelangelo Gentilini e Mario Marino

 

Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo

Tel. 051235599 – 051239766 / Sito web: www.cattaneo.org

 

 

 

Nota metodologica

 

I flussi elettorali sono gli interscambi di voto avvenuti fra i partiti nel corso di due elezioni successive. Nel nostro caso vengono stimati per singole città sulla base dei risultati delle sezioni elettorali. Si tratta di stime statistiche, e quindi di misure affette da un certo margine di incertezza. Le nostre analisi sono effettuate «su elettori» e non «su voti validi», al fine di poter includere nel computo anche gli interscambi con l’area del «non-voto» (astenuti, voti non validi, schede bianche).

Il mero confronto fra gli stock di voti dei partiti di due elezioni non è sufficiente a spiegare gli spostamenti di voto effettivamente avvenuti, in quanto mascherano i reali flussi di voto che possono anche produrre saldi nulli. L’individuazione dei reali flussi elettorali può avvenire mediante due tecniche.

La prima consiste nell’intervistare un campione di elettori sul voto appena dato e sul voto precedente (con i problemi connessi a tutte le forme di sondaggio elettorale, in questo caso aggravati dalle défaillances della memoria e dalla riluttanza degli intervistati ad ammettere il loro eventuale astensionismo). La seconda – ed è la tecnica qui utilizzata – consiste nella stima statistica dei flussi a partire dai risultati di tutte le sezioni elettorali di singole città (la tecnica, detta «modello di Goodman», non è applicabile sull’intero paese, né su aggregati territoriali troppo ampi, ma può essere condotta solo su singole città a partire dai risultati delle sezioni elettorali, assumendo che i flussi elettorali siano stati gli stessi in tutte le sezioni della città, a meno di oscillazioni casuali). L’errore statistico è quantificato dall’indice VR (più è elevato maggiore è l’incertezza della stima) riportato per tutte le città studiate: nella situazione ottimale questo indice deve avere valore inferiore a 15.