Comunali 2017 – Aspettando i ballottaggi

Aspettando i ballottaggi: chi rischia di più e dove

 

Il centrosinistra e le liste civiche in vantaggio dopo il primo turno

Centrosinistra e centrodestra sono presenti in 9 ballottaggi su 10

Nelle regioni “rosse” il rischio maggiore nei ballottaggi

 

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Domenica 25 giugno si terrà il turno di ballottaggio in 111 comuni superiori (ai 15 mila abitanti), coinvolgendo complessivamente un elettorato di oltre 5 milioni di elettori. Tra tutti i 160 comuni superiori chiamati al voto in questa tornata di elezioni amministrative, soltanto 49 hanno eletto il loro sindaco già al primo turno. Nei casi rimanenti, saranno direttamente gli elettori a scegliere tra i due candidati più votati. Solo a quel punto sarà possibile stabilire definitivamente il quadro dei vincitori e dei vinti di questa consultazione.

 

Ad oggi, la situazione per i partiti politici, in termini di comuni presi o persi, è quella riportata nella figura 1. Come si può vedere, al termine di questo “primo tempo” elettorale, i vincitori del momento sono due: il centrosinistra e l’aggregato delle liste civiche. Nel primo caso, il centrosinistra ha conquistato 2 nuovi comuni, rispetto ai 26 che amministrava prima delle elezioni. Nel secondo caso, invece, le liste civiche sono oggi insediate in 4 municipi, mentre prima dell’11 giugno ne amministravano soltanto 3. Diversamente, se si osserva la situazione del centrodestra e del M5s, il bilancio diventa negativo. Il partito di Grillo ha perso il comune di Comacchio, con il passaggio del sindaco eletto tra le file dei cinquestelle verso una lista puramente civica. Allo stesso modo, il centrodestra ha perso 2 comuni: ne controllava 19 prima del voto e, ad oggi, ne ha conquistati solamente 17.

 

Figura 1. Comuni amministrati dagli schieramenti politici prima e dopo il primo turno elettorale

Però, questa fotografia del voto è parziale perché il bilancio consuntivo potrà essere stilato soltanto alla fine dei ballottaggi, quando tutti i comuni avranno individuato definitivamente i loro sindaci. In attesa del voto di domenica, l’Istituto Cattaneo ha dunque analizzato la struttura della competizione politica nei 111 comuni in cui si terrà il ballottaggio.

 

La tabella 1 indica quali sono gli schieramenti che si confronteranno nel secondo turno elettorale. Nella maggior parte dei casi, per la precisione in due comuni su tre (73 in totale), il ballottaggio prevede una sfida tra il centrodestra e il centrosinistra. In altri 18 casi, una delle due coalizioni principali (centrodestra e centrosinistra) si troverà a competere con una lista civica. Se a questi si aggiungono i ballottaggi in cui il M5s competerà contro un candidato di centrosinistra o centrodestra, è evidente che le due coalizioni sono presenti, in un modo o nell’altro, in oltre il 90% delle consultazioni. E sono queste competizioni a rappresentare il vero ago della bilancia, che stabiliranno i vincitori e gli sconfitti di questa tornata elettorale.

 

Tabella 1. Struttura della competizione nei ballottaggi delle elezioni amministrative 2017
N. %
Centrosinistra vs. centrodestra 73 65.8
Lista civica vs. centrosinistra o centrodestra 18 16.2
M5s vs. centrosinistra o centrodestra 10 9.0
Altre combinazioni 10 9.0
Totale 111 100.0
Fonte: Istituto Cattaneo.

 

Il Movimento 5 stelle conferma, anche in questa occasione, le difficoltà ad accedere al ballottaggio. Infatti, com’è successo in passato, i candidati dei cinquestelle potrebbero rivelarsi degli assi pigliatutto una volta ammessi al ballottaggio (come hanno dimostrato i casi noti di Parma, Livorno, Torino o Roma). Ma le vere difficolta per il partito di Grillo riguardano la fase precedente al ballottaggio, sia nella fase di presentazione delle liste che in quella, ancor più importante, del primo turno delle elezioni.

 

Come mostra la tabella 2, in 21 comuni superiori su 111 il M5s non ha neppure presentato un candidato, lasciando ad altri la possibilità di concorrere per la carica di sindaco. In un solo caso (Carrara), la lista del M5s è risultata la più votata e, di conseguenza, si presenterà al ballottaggio con un vantaggio competitivo rispetto alla coalizione di centrosinistra. In 9 casi, invece, il M5s è stato ammesso al ballottaggio come seconda lista più votata e si troverà a sfidare candidato di centrodestra (6) o di centrosinistra (3). In 21 casi di ballottaggio, il Movimento 5 stelle si trova ad essere il terzo classificato: un esito che non gli ha consentito di accedere al secondo turno, ma che permette ai suoi elettori di giocare un ruolo decisivo nella contesa tra i due candidati più votati. Infine, in più della metà dei ballottaggi (59 su 111) il M5s giocherà un ruolo secondario o marginale poiché la sua lista è arrivata solamente quarta, quinta o sesta, lasciando spazio a liste di altro tipo (civiche e derivanti da divisioni negli schieramenti principali). Ad ogni modo, la partita delle amministrative per il partito di Grillo non si è ancora conclusa e, se riuscisse a vincere almeno la metà dei ballottaggi in cui è presente (10 in tutto), il suo bilancio finale sarebbe, su questo fronte, comunque in attivo.

 

 

 

Tabella 1. Posizione delle liste del M5s nei 111 comuni superiori al ballottaggio
N. %
1° classificata 1 0.9
2° classificata 9 8.1
3° classificata 21 18.9
Da 4° a 6° classificata 59 53.2
Il M5s non ha presentato liste 21 18.9
Totale 111 100.0
Fonte: Istituto Cattaneo.

 

Per analizzare più nel dettaglio l’incertezza che accompagna questo turno di ballottaggio, abbiamo esaminato inoltre due fattori che contribuiscono a rendere più o meno prevedibile il risultato delle elezioni. Il primo fattore è rappresentato dalla percentuale di voti validi raccolti dal candidato più votato nel primo turno. Ovviamente, chi si è avvicinato maggiormente alla soglia del 50% è più probabile riesca a superarla, rispetto agli altri candidati, anche nel ballottaggio. Il secondo fattore è dato, invece, dalla differenza (in punti percentuali) tra i due candidati che sono stati ammessi al ballottaggio: minore sarà questo scarto elettorale, più alta sarà la probabilità di assistere a una competizione incerta e dell’esito imprevedibile.

 

Figura 2. Distribuzione dei ballottaggi nei 111 comuni superiori al voto

Fonte: Istituto Cattaneo.

 

Analizzando congiuntamente queste due fattori, si possono distinguere abbastanza chiaramente i ballottaggi dall’esito più scontato da quelli dove la partita è ancora del tutto aperta. La figura 2 mostra tutti i casi di ballottaggio delle amministrative 2017, distinguendo i comuni capoluogo da quelli non capoluogo. Come si può facilmente desumere, esistono casi in cui una rimonta elettorale appare poco probabile, considerate la forza del “primo” classificato e la distanza che lo separa dal suo sfidante. I ballottaggi di Gorizia, Asti, Belluno e Lecce (in misura minore, anche L’Aquila e Rieti) rientrano in questa categoria di ballottaggi dall’esito più scontato.

 

Dall’altro lato, ci sono situazioni (come a Taranto, Oristano, Verona, La Spezia, Trapani, Lodi, Alessandria, Parma e Piacenza) nelle quali il risultato dei ballottaggi è più incerto. Infatti, in questi casi si presentano in competizione due candidati che hanno raccolto, insieme, all’incirca il 50-55% dei consensi. Questo significa, da un lato, che nessuno dei due è vicino alla soglia decisiva del 50% e, dall’altro lato, che esiste un’ampia quota di elettorato (composta da chi, nel primo turno, aveva votato per le liste escluse dal ballottaggio) che può essere “conquistata” dai due candidati più votati. In queste circostanze le elezioni presentano il maggior grado di competitività e imprevedibilità.

 

Complessivamente, all’incirca i due terzi dei ballottaggi di domenica si collocano in una situazione intermedia di incertezza riguardo all’esito del voto. Per analizzare queste situazioni con più precisione, è possibile assegnare un punteggio a ciascun ballottaggio in base al loro grado di imprevedibilità. Questo punteggio è dato semplicemente dalla somma dei due fattori utilizzati per esaminare l’incertezza dei ballottaggi: percentuale di voti validi al primo candidato + differenza (in punti percentuali) tra i due candidati più votati[1]. In questo modo possiamo classificare – in ordine decrescente di incertezza sull’esito elettorale – tutti i 111 ballottaggi di questa tornata di elezioni amministrative.

 

I punteggi più elevati di incertezza sono assegnati ai comuni di Santeramo in Colle, Grottaferrata e Termini Imerese. In queste tre città, i due candidati al ballottaggio hanno raccolto, ciascuno, all’incirca il 20-22% dei voti ed erano divisi, di conseguenza, da meno di un punto percentuale. Qui il secondo turno è, quindi, decisamente aperto e la vittoria dipenderà dalla capacità dei candidati nel ri-mobilitare i propri elettori e conquistarne di nuovi tra quelli dei candidati sconfitti. Tra i comuni capoluogo, sono quattro le città che rientrano in questa categoria di ballottaggi con alto grado di incertezza e competitività: Taranto, Alessandria, Lodi e Verona.

 

I punteggi meno alti sono assegnati ai comuni di Cerveteri, Asti e San Donato Milanese. Ciò significa che il vincitore del primo turno ha raggiunto un risultato molto vicino alla soglia del 50% (nei tre casi indicati, superiore al 47% dei voti) e ha distaccato il suo diretto avversario di oltre 30 punti percentuali. In queste circostanze, le rimonte elettorali, anche se non impossibili, sono sicuramente meno probabili rispetto ad altri ballottaggi in cui il minore distacco tra i candidati rende la consultazione più incerta. Oltre ad Asti, sono due i comuni capoluogo che possono essere inclusi tra i casi di ballottaggio dall’esito più scontato: Belluno e Gorizia. Nel caso di Belluno il confronto è tra una coalizione civica (orientata maggiormente verso il centrosinistra), guidata dal sindaco uscente Jacopo Massaro, e un’altra lista civica spostata verso il centrodestra. Al contrario, a Gorizia la competizione avviene tra due candidati espressione del centrodestra (Rodolfo Ziberna) e del centrosinistra (Roberto Collini), con il primo che ha sfiorato la vittoria (con il 49,9% dei voti) già al primo turno.

 

Nel caso di Asti, nonostante il vantaggio del candidato in testa (Maurizio Rasero, di centrodestra, con il 47,6%), un elemento di incertezza è rappresentato dalla presenza di un candidato del Movimento 5 stelle al ballottaggio. Se si dovessero confermare le tendenze già emerse nelle amministrative precedenti, la capacità “elastica” del M5s di allargare i propri consensi nel passaggio dal primo turno al ballottaggio potrebbe rendere il risultato finale meno scontato del previsto.

 

Tabella 3. Grado di incertezza elettorale dei ballottaggi nei comuni superiori ai 15 mila abitanti
Posizione Comune Punteggio Posizione Comune Punteggio Posizione Comune Punteggio
1 Santeramo 77.8 41 Frascati 59.0 81 L’Aquila 41.7
2 Grottaferrata 77.7 42 Piacenza 58.6 82 Giovinazzo 41.5
3 Termini Im. 76.5 43 Somma Ve. 57.9 83 Mondovì 41.2
4 Ortona 74.4 44 Scordia 57.9 84 Cesano Ma. 40.3
5 Taranto 73.4 45 Lissone 57.6 85 Torre Annu. 40.1
6 Floridia 72.3 46 Bacoli 57.6 86 Molfetta 38.5
7 Carrara 70.7 47 Mira 57.4 87 Lecce 38.3
8 Capaccio P. 69.8 48 Como 57.4 88 Magenta 37.8
9 Palagiano 68.5 49 Marcon 56.9 89 Melzo 37.1
10 Gussago 67.0 50 Rivalta di T. 56.3 90 Tradate 36.9
11 Abano Ter. 66.7 51 Erba 56.1 91 Acqui Ter. 36.4
12 Guidonia M. 66.6 52 Genova 55.8 92 Castiglione 36.2
13 Alessandria 66.4 53 Chiavari 55.4 93 Maddaloni 35.9
14 Melegnano 66.3 54 Vimodrone 55.2 94 Casarano 35.7
15 Tarquinia 66.2 55 Crema 55.2 95 Martinsicuro 34.8
16 Lodi 66.1 56 Legnano 55.0 96 Senago 34.7
17 Verona 65.0 57 Ardea 54.5 97 Mercato S.S 33.4
18 Savigliano 64.9 58 Selargius 52.7 98 Tricase 32.9
19 Policoro 64.7 59 Arzano 52.5 99 Belluno 32.7
20 Martina Fr. 64.3 60 Omegna 52.5 100 Desenzano 32.4
21 Niscemi 64.2 61 Abbiategrasso 51.9 101 Melito di N. 31.7
22 CivitanovaM 64.2 62 Catanzaro 51.6 102 Cantù 29.3
23 Sciacca 64.2 63 Pistoia 51.6 103 Sabaudia 28.4
24 Sesto San G. 64.2 64 Meda 51.5 104 Canosa di P. 27.2
25 Vigonza 64.0 65 Paola 49.4 105 Mortara 25.4
26 Vignola 63.5 66 Padova 48.7 106 Cerea 25.1
27 Parma 63.2 67 Fonte Nuova 48.7 107 Gorizia 22.9
28 Garbagnate 63.0 68 Galatone 48.4 108 Acri 22.2
29 Palagonia 62.9 69 Cernusco N. 47.6 109 S. Donato M 21.7
30 Trapani 62.7 70 Galatina 47.2 110 Asti 20.1
31 Oristano 62.6 71 Rieti 47.2 111 Cerveteri 19.7
32 Riccione 62.1 72 Palmi 47.2  
33 Mirano 61.3 73 Budrio 46.9  
34 Ladispoli 60.3 74 Palaz. Oglio 46.2  
35 Monza 60.0 75 Mottola 46.0  
36 Lucca 60.0 76 Avezzano 45.7  
37 Fabriano 60.0 77 Todi 44.4  
38 La Spezia 59.9 78 Jesolo 44.2  
39 Chivasso 59.7 79 Sant’Antimo 44.0  
40 Buccinasco 59.5 80 Terlizzi 42.0  
Fonte: Istituto Cattaneo. Le diverse gradazioni di colore indicano il maggiore o minore livello di incertezza dei ballottaggi. A tal fine, sono state identificate le seguenti quattro “classi” di incertezza in base al punteggio assegnato a ciascuna città: 1) da 80 a 65; 2) da 64,9 a 50; 3) da 49,9 a 35; inferiore a 34,9.

L’ultimo aspetto che abbiamo esaminato è la distribuzione dei ballottaggi nel territorio italiano in base al loro grado, o livello, di incertezza pre-elettorale. A tal fine, abbiamo calcolato la media del punteggio relativo all’imprevedibilità dei ballottaggi nelle 5 macro-aree geopolitiche in cui può essere suddivisa l’Italia. Come mostra la tabella 4, in vista del secondo turno di votazioni le competizioni dall’esito più incerto si concentrano soprattutto nelle cosiddette regioni “rosse” (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche), mentre quelle più “scontate” si ritrovano nei comuni del Nord-ovest e del Nord-est.

 

Tabella 4. Grado di incertezza elettorale dei ballottaggi nei comuni superiori ai 15 mila abitanti per zona geopolitica
Numero di comuni Punteggio medio
Nord-ovest 38 49,4
Nord-est 11 49,5
Regioni “rosse” 11 58,6
Centro 18 51,4
Sud 33 52,0
Totale 111 51,4
Fonte: Istituto Cattaneo. Legenda: Nord-ovest: Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia; Nord-est: Veneto, Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia-Giulia; Regioni “rosse”: Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria; Centro: Lazio, Abruzzo, Sardegna; Sud: Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia.

 

Tuttavia, la vera eccezione in questo quadro sulla competitività dei ballottaggi è rappresentato dalle regioni un tempo considerate come il nucleo centrale della “subcultura rossa”. In queste regioni, il progressivo indebolimento del partito predominante di centrosinistra (dal Pds/Ds fino all’ultima incarnazione nel Pd) ha creato, nel tempo, una condizione di maggiore incertezza attorno all’esito delle elezioni. Da questo punto di vista, il “combinato disposto” rappresentato dalla riduzione dei consensi al principale partito del centrosinistra e dal meccanismo del ballottaggio (che tende ad aggregare le preferenze degli sconfitti in opposizione al partito tradizionalmente egemone) potrebbe intaccare, o ridurre significativamente, il dominio dello schieramento di centrosinistra nelle regioni in cui il suo radicamento continua ad essere più forte e duraturo.

 

 

 

Analisi a cura di Marco Valbruzzi

 

 

 

Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo

Tel. 051235599 – 051239766 / Sito web: www.cattaneo.org

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] La somma dei due fattori è stata sottratta a 100 cosicché a valori più elevati del punteggio corrispondano elezioni più competitivi o dall’esito più incerto. Quindi, il punteggio relativo all’imprevedibilità dei ballottaggi è calcolato come segue: 100-(% voti al primo candidato + Δ in punti percentuali tra i due candidati più votati).