Comunali 2017 – Flussi elettorali a Genova

I flussi a Genova: l’attrattiva del candidato di centrodestra

e la dispersione dell’elettorato cinquestelle

 

Scarica qui l’articolo completo. 

Le elezioni comunali di Genova rivestono una notevole importanza per diversi motivi. In primo luogo, per la presenza di due candidati usciti dal Movimento 5 stelle. Prima delle elezioni ci si chiedeva quanto questa presenza avrebbe inciso sulla forza del “partito di Grillo”.

In secondo luogo, i risultati hanno portato in vantaggio il candidato del centrodestra, il che per una città che, com’è a tutti noto, è tradizionalmente di centrosinistra, costituisce un fatto molto significativo e per certi versi sorprendente. Come si è prodotto questo “ribaltamento”? E che effetto hanno avuto i candidati “ex 5 stelle” sul risultato?

Per rispondere a queste domande abbiamo compiuto, attraverso le stime del cosiddetto “modello di Goodman” (vedi Nota metodologica), delle analisi sui flussi elettorali

Più precisamente, abbiamo elaborato due stime. La prima riguarda i passaggi tra il primo turno delle comunali del 2012 e il primo turno delle comunali del 2017. La seconda riguarda invece i passaggi tra le politiche del 2013 e le odierne comunali.

Nelle due tabelle che seguono i flussi sono presentati come percentuali sul totale dell’elettorato (comprendente, cioè, anche l’area del non voto: astenuti, schede bianche e nulle).

Confronto con le comunali 2012

Tab. 1 Stime dei flussi elettorali: elezioni comunali Genova 2012 à elezioni comunali Genova 2017 (percentuali sul totale degli elettori)

Doria CSX Vinai CDX Rixi LEGA Putti M5S Musso CIV Altri Astenuti Tot
Crivello CSX 13,6 0,2 0,1 0,6 0,9 0,1 0,0 15,5
Bucci CDX 0,2 5,7 1,8 1,8 5,7 0,5 2,4 18,1
Pirondini M5S 3,4 0,0 0,3 3,4 0,0 0,1 1,1 8,4
Ex5Stelle 1,2 0,0 0,0 1,4 0,1 0,0 0,0 2,8
Altri 1,1 0,0 0,1 0,0 0,1 0,1 0,2 1,8
Astenuti 5,8 0,7 0,0 0,0 1,0 0,8 45,1 53,4
Tot 25,3 6,6 2,5 7,3 7,8 1,7 48,8 100,0

Vr: 5,7 Ex 5 stelle = Putti e Cassimatis

 

Iniziamo con i flussi stimati rispetto alle elezioni comunali del 2012. L’elettorato che in quell’occasione premiò il candidato di centrosinistra Doria si riversa in maggioranza sul nuovo candidato di questo schieramento, Crivello, ma perdite di un certo rilievo sono subite a favore del non voto (5,8% del corpo elettorale) e del candidato pentastellato Pirondini (3,4% del corpo elettorale).

Queste perdite – sommate al fatto che l’esponente del centrodestra Bucci mantiene solidamente l’elettorato del proprio schieramento e fagocita quasi per intero anche quello del candidato che nel 2012 si presentò sotto le bandiere della Lega (Rixi) e buona parte di quello del “civico” Musso oltre a piccole fette di altra provenienza – hanno determinato un ribaltamento di forze tra centrosinistra e centrodestra. Nel 2012 il candidato di centrosinistra era saldamente in vantaggio rispetto a quello di centrodestra. Ora è il nuovo rappresentante di quest’ultima coalizione ad essere in vantaggio.

L’elettorato che nel 2012 scelse il pentastellato Putti ora dà in maggioranza la preferenza al nuovo candidato del partito di Grillo (Pirondini), ma ci sono quote che si disperdono in varie direzioni, in particolare l’1,4% del corpo elettorale premia gli ex 5 stelle (Putti e Cassimatis) e l’1,8% premia il candidato di centrodestra.

 

Confronto con le elezioni politiche del 2013

 

Il confronto con le politiche del 2013 (tab. 2) evidenzia le forti perdite verso l’astensione subite dal Pd (ben il 7,7% del corpo elettorale). Contrariamente a quanto si osserva solitamente nelle elezioni “di secondo livello” (comunali, regionali), il Pd subisce a Genova (e anche in altri comuni analizzati dall’Istituto Cattaneo in questa tornata) perdite verso l’astensione maggiori di quelle subite dal principale partito di centrodestra (ossia, quello che nel 2013 era il Pdl).

Dalla tabella si vede che Bucci ha saputo mantenere più del 60% dell’elettorato del Pdl e, oltre a questo, è riuscito a strappare la quasi totalità dell’elettorato del “centro”, ossia della coalizione montiana, e una quota rilevante dell’elettorato che nel 2013 scelse il partito di Grillo.
Concentrandosi infine sui flussi in uscita da quest’ultima forza politica, si può osservare che le componenti principali sono tre. La più grossa – pari all’11% del corpo elettorale – preferisce l’opzione del non-voto. Un altro flusso consistente mantiene la fedeltà alle cinque stelle (è il 6,9% dell’elettorato). E un flusso di minore entità, ma comunque consistente (è il 4,1% dell’elettorato) si dirige infine verso Buzzi.

 

Tab. 2 Stime dei flussi elettorali: elezioni politiche Genova 2013 à elezioni comunali Genova 2017 (percentuali sul totale degli elettori)

Sinistra Pd Centro Pdl Ln Cdx M5s Altri Astenuti Tot
Crivello CSX 0,8 12,5 1,5 0,0 0,1 0,0 0,5 0,1 0,0 15,5
Bucci CDX 0,0 0,0 5,1 6,6 0,6 1,1 4,1 0,6 0,0 18,1
Pirondini M5S 0,0 1,4 0,0 0,1 0,0 0,0 6,9 0,0 0,0 8,4
Ex5Stelle 0,8 0,7 0,1 0,0 0,2 0,1 0,8 0,1 0,0 2,8
Altri 0,2 0,7 0,2 0,0 0,0 0,0 0,4 0,1 0,1 1,8
Astenuti 2,6 7,7 0,6 4,4 0,2 0,0 11,0 0,4 26,5 53,4
Tot 4,4 23,0 7,4 11,1 1,2 1,2 23,6 1,3 26,6 100,0

Vr. 8,3 Ex 5 stelle = Putti e Cassimatis

 

Analisi di Rinaldo Vignati (340-3758112)

 

con la collaborazione di Michelangelo Gentilini, Roberta A. Maida

 

 

Nota metodologica

 

I flussi elettorali sono gli interscambi di voto avvenuti fra i partiti nel corso di due elezioni successive. Nel nostro caso vengono stimati per singole città sulla base dei risultati delle sezioni elettorali. Si tratta di stime statistiche, e quindi di misure affette da un certo margine di incertezza. Le nostre analisi sono effettuate «su elettori» e non «su voti validi», al fine di poter includere nel computo anche gli interscambi con l’area del «non-voto» (astenuti, voti non validi, schede bianche).

 

Il mero confronto fra gli stock di voti dei partiti di due elezioni non è sufficiente a spiegare gli spostamenti di voto effettivamente avvenuti, in quanto mascherano i reali flussi di voto che possono anche produrre saldi nulli. L’individuazione dei reali flussi elettorali può avvenire mediante due tecniche. La prima consiste nell’intervistare un campione di elettori sul voto appena dato e sul voto precedente (con i problemi connessi a tutte le forme di sondaggio elettorale, in questo caso aggravati dalle défaillances della memoria e dalla riluttanza degli intervistati ad ammettere il loro eventuale astensionismo). La seconda – ed è la tecnica qui utilizzata – consiste nella stima statistica dei flussi a partire dai risultati di tutte le sezioni elettorali di singole città (la tecnica, detta «modello di Goodman», non è applicabile sull’intero paese, né su aggregati territoriali troppo ampi, ma può essere condotta solo su singole città a partire dai risultati delle sezioni elettorali, assumendo che i flussi elettorali siano stati gli stessi in tutte le sezioni della città, a meno di oscillazioni casuali). L’errore statistico è quantificato dall’indice VR (più è elevato maggiore è l’incertezza della stima) riportato per tutte le città studiate: nella situazione ottimale questo indice deve avere valore inferiore a 15.

 

Elezioni Politiche 2013: Sinistra = Sel + Riv. Civile; CSX = Pd + Cd; Centro = Coalizione Monti; CDX = alleati minori di Pdl e Ln.